Per adeguamento sismico si intende la progettazione e realizzazione di interventi su un edificio esistente con verifiche estese all’intera costruzione, così da conseguire i livelli di sicurezza delle nuove opere. In termini operativi, l’indice ζE dell’edificio post-intervento deve risultare almeno pari a 1,0; solo in casi specifici (cambio d’uso con incremento dei carichi in fondazione oltre il 10% e passaggio a classe d’uso III scolastica o classe IV) è ammessa una verifica non inferiore a 0,80.
Domande più comuni
Se possiedi un immobile esistente o stai per effettuare lavori strutturali importanti, l’adeguamento o il miglioramento sismico può essere obbligatorio. In questo articolo scoprirai quando scatta l’obbligo, quali tecniche sono disponibili, quanto costano e quali vantaggi puoi ottenere.
L'adeguamento sismico è un insieme di interventi sull’intero edificio per raggiungere i livelli di sicurezza richiesti alle nuove costruzioni, misurati con l’indice ζE (rapporto capacità/domanda).
L'adeguamento è obbligatorio in caso di (NTC 2018, cap. 8):
Nell'adeguamento sismico occorre considerare le soglie di verifica:
Il miglioramento sismico invece non richiede il livello “da nuova costruzione”, ma deve aumentare la sicurezza:
Come vederemo anche più avanti, vi può essere un Intervento locale, che agisce su singoli elementi senza cambiare il comportamento globale e non richiede verifica globale né collaudo statico, ma va dimostrato l’incremento di sicurezza locale quando si esegue un rafforzamento.
Gli interventi di adeguamento sismico mirano ad aumentare la sicurezza strutturale di un edificio, al fine di raggiungere un grado di sicurezza che soddisfi i parametri illustrati nel capitolo 8.4.3 delle sopraccitate Norme tecniche per le costruzioni (NTC). L’adeguamento rende, quindi, un edificio conforme alle vigenti normative tecniche.
L’adeguamento è obbligatorio quando si prevede almeno una delle seguenti condizioni:
a) sopraelevazione;
b) ampliamento connesso alla struttura esistente e tale da alterarne in modo significativo la risposta;
c) cambio di destinazione d’uso con aumento dei carichi verticali in fondazione > 10%;
d) trasformazione del sistema strutturale (ad esempio nuovi elementi portanti che assumono una quota rilevante dei carichi di piano);
e) passaggio a classe d’uso III per edifici scolastici o a classe d’uso IV.
Verifiche richieste: ζE ≥ 1,0 per i casi a, b, d; ammesso ζE ≥ 0,80 per i casi c, e.
Le verifiche si eseguono sull’intero edificio nello stato di progetto.
Per intervento locale in ambito sismico si intende una riparazione mirata, limitata a singoli elementi strutturali o a piccole porzioni dell’edificio, finalizzata a ripristinare o incrementare la sicurezza di quella parte senza alterare in modo apprezzabile il comportamento globale della costruzione e senza ridurre il livello di sicurezza preesistente dell’insieme.
È una categoria distinta dal miglioramento e dall’adeguamento sismico, che invece coinvolgono la risposta complessiva dell’organismo strutturale: l’intervento locale resta circoscritto e deve risultare “compatibile” con il quadro resistente esistente.
Rientra tra gli interventi locali quando agisce su elementi isolati (ad esempio travi, architravi, porzioni di solaio, pilastri, pannelli murari o collegamenti) e non introduce variazioni significative di rigidezza, resistenza o capacità di deformazione dell’edificio, né produce aumenti rilevanti dei carichi verticali o redistribuzioni di forze in grado di modificare la risposta delle altre parti.
Dal punto di vista delle verifiche, non è richiesto un calcolo della sicurezza globale: il progettista deve dimostrare in relazione tecnica che l’opera non peggiora il comportamento dell’insieme, condurre le indagini conoscitive e i rilievi necessari e, quando l’intervento mira a prevenire meccanismi locali di collasso o a migliorare il funzionamento di elementi specifici, valutare il livello di sicurezza nella zona interessata.
Tra gli esempi più frequenti rientrano il ripristino o rinforzo di travi e di porzioni di solaio, la cerchiatura per l’apertura di nuovi vani in parete, l’inserimento di catene o tiranti, le chiodature tra elementi lignei, l’irrigidimento e l’ancoraggio delle coperture, il miglioramento dei collegamenti tra pareti e solai o tra pareti ortogonali e, nel prefabbricato, il perfezionamento delle connessioni.
Nota terminologica: definire un “intervento locale di adeguamento” è improprio, perché l’adeguamento riguarda l’intero edificio e persegue livelli prestazionali da nuova costruzione, obiettivo che l’intervento locale non ha.
Sia gli interventi di adeguamento che di miglioramento sismico prevedono, in genere, rinforzi su strutture esistenti e l’introduzione di nuovi elementi strutturali.
Intervenendo, nella maggior parte dei casi, sugli elementi strutturali portanti degli edifici, le tecniche di adeguamento e miglioramento sismico possono risultare piuttosto invasive in fase realizzativa. L’intonaco e i rivestimenti vengono solitamente rimossi, mettendo a nudo le strutture portanti. L’edificio potrebbe, quindi, essere inagibile per l’intera durata dell’intervento.
Offriamo di seguito una panoramica delle tecniche di adeguamento e miglioramento sismico più praticate sugli edifici esistenti.
Tecnica | Invasività | Costo medio €/mq | Idonea per | Vantaggi principali |
---|---|---|---|---|
Cappotto sismico | Bassa | 250 – 400 | Edifici residenziali | Isola e rinforza, esecuzione esterna, minimo disagio |
Esoscheletro in acciaio | Alta | 400 – 600 | Condomini o edifici alti | Elevata resistenza, struttura esterna |
Consolidamento telai in c.a. | Media | 200 – 400 | Palazzine in cemento | Migliora resistenza a pressoflessione e taglio |
Incamiciatura armata | Alta | 350 – 600 | Pilastri singoli | Aumenta sezione e resistenza dei pilastri |
Iniezioni leganti in muratura | Bassa | 100 – 200 | Murature storiche | Rinforza senza modifiche visibili |
Reti armate su pareti | Media | 150 – 300 | Pareti lesionate | Stabilizza murature, costo contenuto |
Tiranti metallici | Media | 100 – 250 | Murature fuori piombo | Contiene spinte orizzontali, migliora equilibrio statico |
La valutazione della sicurezza per edifici esistenti è richiesta quando emergono condizioni che possono aver ridotto la capacità o modificato la risposta della struttura, tra cui:
Occorre altresì determinare il valore attuale del bene, considerando i cambiamenti che si possono essere verificati rispetto allo stato originario.
In Italia non esiste un obbligo generalizzato di “certificazione sismica” per tutti gli immobili.
Gli interventi di rinforzo delle fondamenta e dei muri portanti di edifici esistenti e l’introduzione di nuovi elementi strutturali per contrastare il rischio sismico sono in genere piuttosto complessi, invasivi e costosi.
Orientativamente, per interventi minimi di miglioramento sismico, il prezzo al metro quadro è di circa 100-200 euro. Per interventi di adeguamento sismico completo il prezzo al metro quadro sale indicativamente a 500 euro.
Il costo tende a salire ulteriormente se si interviene su edifici di eminente pregio e valore storico, architettonico e artistico, superando talvolta i 1000 euro al metro quadro.
Nota: i valori €/m² sono stime orientative: variano in base allo stato di fatto, alla tipologia strutturale, all’accessibilità del cantiere, alla necessità di ripristini e finiture, agli impianti, alle fondazioni.
Gli interventi che riducano il rischio sismico possono accedere a agevolazioni fiscali dedicate, comunemente note come Sismabonus. L’agevolazione si basa sulla classificazione del rischio sismico dell’edificio prima e dopo i lavori, secondo le linee guida ministeriali: il salto di una o più classi comporta un beneficio maggiore rispetto a interventi che non cambiano classe. Le regole di dettaglio (aliquote, tetti di spesa, tempistiche) sono variabili nel tempo: vanno sempre verificate alla luce della normativa vigente e dei chiarimenti dell’Amministrazione finanziaria.
Come si determina la classe di rischio
La classe si ottiene con due approcci riconosciuti:
Metodo convenzionale (PAM): valuta in modo analitico il comportamento sismico dell’edificio e stima la Perdita Annuale Media attesa; richiede un modello strutturale e restituisce il livello ζE insieme ad altri indicatori.
Metodo semplificato (IS-V): utilizza un indice di sicurezza basato su verifiche essenziali e su interventi di rinforzo tipici, pensato per casi standard o per avere una prima stima.
In entrambi i casi si producono attestazioni ante e post-intervento che documentano il salto di classe.
Requisiti tipici per l’accesso
Asseverazione tecnica del progettista/direttore dei lavori sul miglioramento del rischio sismico (formati e contenuti previsti dalla normativa).
Documentazione economica: computo metrico, quadro economico e congruità dei prezzi; tracciabilità dei pagamenti.
Relazioni e verifiche strutturali coerenti con la categoria di intervento (locale, miglioramento, adeguamento) e con le soglie prestazionali dichiarate.
Titoli abilitativi e, se necessario, pareri/autorizzazioni (es. beni vincolati).
Per cantieri articolati, gestione dei SAL (stati di avanzamento) e conservazione di tutta la documentazione di supporto.
Casi ricorrenti
Condomìni: il beneficio si applica alle spese sulle parti comuni; il salto di classe dell’intero edificio è il riferimento per le unità immobiliari servite.
Edifici unifamiliari e plurifamiliari: requisiti e massimali differiscono; attenzione alla corretta individuazione dell’unità funzionalmente autonoma.
Demolizione e ricostruzione (“Sismabonus Acquisti” per immobili ceduti da imprese): l’intervento deve ridurre il rischio sismico dell’edificio oggetto di ricostruzione; il beneficio si applica in sede di compravendita dell’unità risultante, nel rispetto dei requisiti di legge.
Zone sismiche: l’accesso e l’entità dei benefici dipendono dalla zonazione comunale e dalla tipologia di intervento.
Avvertenze operative
Le percentuali di detrazione, i tetti massimi, le finestre temporali e le regole su cessione del credito/sconto in fattura possono cambiare con norme e prassi aggiornate: è prudente inserire in capitolato una clausola di salvaguardia e verificare sempre la disciplina al momento della progettazione e della firma dei contratti.
La classificazione del rischio e l’asseverazione sono documenti tecnici: errori formali o incongruenze tra progetto, contabilità e stato finale possono compromettere il beneficio.
Per gli edifici tutelati servono iter autorizzativi specifici; pianifica tempi e responsabilità nel cronoprogramma.
Si effettuano analisi strutturali e geotecniche per determinare la resistenza complessiva dell’edificio alle sollecitazioni causate dall’azione sismica.
Sì, ma sono richieste specifiche autorizzazioni e procedure che garantiscano il rispetto del valore storico, architettonico, archeologico e artistico dei singoli immobili, in ottemperanza a quanto stabilito dal Ministero dei Beni Culturali.
La durata dipende dalla complessità dell’intervento e dalle dimensioni dell’edificio, variando da qualche mese a oltre un anno.