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Categoria immobile C2

Andrea Lazzo
15.04.2026
8 min

Categoria immobile C2: Cosa è, Cosa Comprende

Risposta rapida

La categoria catastale C/2 identifica in genere magazzini, locali di deposito, cantine e soffitte non abitative. Un immobile C/2 non è una casa e non può essere usato legittimamente come abitazione, salvo eventuale cambio di destinazione d’uso e successivo adeguamento urbanistico, edilizio, igienico-sanitario e catastale, quando consentiti dal Comune e dalla normativa vigente.

Sintesi

  • La categoria C/2 comprende soprattutto magazzini e locali di deposito.
  • Un locale C/2 non ha destinazione abitativa e non va confuso con un appartamento o con un garage.
  • In alcuni casi il C/2 può essere pertinenza dell’abitazione principale, con regole fiscali specifiche.
  • Il passaggio da C/2 ad abitazione, o ad altra categoria, è possibile solo se compatibile urbanisticamente e dopo le pratiche tecniche necessarie.
  • Per stimare il valore di un C/2 conviene partire da zona, stato, accessibilità, metratura, pertinenzialità e quotazioni OMI.
Infografica che illustra cosa appartiene alla categoria catastale c2

In questo articolo parliamo della categoria catastale C/2 e vedremo quali sono le caratteristiche che deve avere un immobile di categoria C2 e quali sono gli aspetti da considerare per il fisco.

Cosa significa immobile di categoria catastale C2?

La categoria catastale C/2 identifica gli immobili classificati come magazzini e locali di deposito. Si tratta di spazi adibiti principalmente alla conservazione di merci, materiali e beni vari, e non destinati all'abitazione o ad attività produttive dirette.

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Quali immobili sono compresi nella categoria catastale C2 al catasto?

La categoria immobile C2 include:

  • Magazzini: locali utilizzati per immagazzinare beni e prodotti.
  • Locali di deposito: spazi destinati al deposito di attrezzature, arredi o altri materiali.
  • Cantine e soffitte: se non unite all’unità immobiliare abitativa e non aventi destinazione abitativa.
  • Depositi agricoli e locali accessori: solo quando, per caratteristiche e uso concreto, sono censibili come magazzini o locali di deposito; le rimesse rientrano invece ordinariamente nella categoria C/6.

Quali requisiti deve avere un immobile di categoria C2? Può essere ad uso abitativo?

La categoria catastale C2 non comprende immobili ad uso abitativo. Per poter essere inclusa nella categoria C2, vanno considerati i seguenti requisiti:

  • Destinazione d'uso: deve essere conforme alle norme urbanistiche comunali e alla destinazione dichiarata al catasto.
  • Superficie e volume: non esistono limiti predefiniti, ma lo spazio deve rispettare i criteri di sicurezza e funzionalità.
  • Accessibilità: può essere posizionato sia al piano terra che in piani interrati o seminterrati.
Magazzino, esempio di immobile c2

Gli aspetti fiscali da considerare nella categoria immobiliare c2

Gli immobili appartenenti alla categoria C/2 sono soggetti a specifiche regole fiscali:

  • IMU (Imposta Municipale Propria): in via generale è dovuta, ma il locale C/2 può beneficiare del regime previsto per la pertinenza dell’abitazione principale quando sussiste un effettivo vincolo pertinenziale e nel limite di una sola unità C/2, oltre a una C/6 e una C/7.
  • TARI (Tassa sui Rifiuti): questa tassa viene applicata in base alla superficie dichiarata e all'utilizzo del locale.
  • Rendita catastale: è la rendita attribuita dal Catasto all’immobile e costituisce il dato di riferimento utilizzato, nei casi previsti, per il calcolo delle imposte.

Destinazione d'uso: cosa si può fare con un locale di un edificio C2?

Un immobile censito in categoria catastale C/2 può essere utilizzato, in linea generale, come magazzino, locale di deposito, cantina, soffitta o spazio destinato alla conservazione di beni, merci, attrezzature e materiali. La classificazione catastale ufficiale del gruppo C individua infatti il C/2 come categoria riferita a magazzini e locali di deposito.

Dal punto di vista pratico, un locale C/2 può quindi essere impiegato per:

  • deposito di merci o prodotti;
  • ricovero di archivi, attrezzature e materiali;
  • uso accessorio a un’abitazione, quando ne ricorrono i presupposti di pertinenzialità;
  • conservazione di beni non destinati alla vendita diretta al pubblico.

Non dovrebbe invece essere usato come abitazione, né come negozio aperto al pubblico, né come spazio destinato ad attività incompatibili con la destinazione urbanistica e catastale. Il cambio di utilizzo rilevante, infatti, può richiedere un vero e proprio mutamento di destinazione d’uso, disciplinato dal Testo Unico dell’Edilizia, con verifica di conformità rispetto alla pianificazione comunale.

Come trasformare un immobile di classe C2 in abitazione? Norme e abitabilità

Se si desiderasse cambiare la destinazione d'uso di un immobile di categoria C2, occorrerebbe procedere come segue:

  1. Presentare una pratica edilizia al comune di competenza
  2. Aggiornare la destinazione d'uso presso il catasto
  3. Verificare la conformità agli standard edilizi e igienico-sanitari

Tuttavia, non è detto che tale pratica venga accolta, anche in virtù del piano regolatore. La cosa migliore da fare, in vista di radicali trasformazioni, è consultare innanzitutto l'ufficio comunale predisposto.

Quanto costa il cambio di destinazione d'uso (quando possibile)

Il costo del cambio di destinazione d’uso da C2 (magazzino o deposito) ad abitazione dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Spese amministrative e diritti di segreteria
    • Variano in base al comune e possono andare da 100 a 500 euro.
  • Onorari tecnici
    • Architetti, ingegneri o geometri devono redigere il progetto e presentare la pratica. I costi tecnici possono variare tra 1.000 e 3.000 euro, a seconda della complessità della pratica.
  • Oneri di urbanizzazione e contributo sul costo di costruzione
    • Questi rappresentano una parte rilevante del costo. Dipendono dal comune e dalla zona urbanistica. Solitamente vanno da 50 a 200 euro al metro quadro, ma possono essere superiori in aree con vincoli urbanistici.
  • Lavori edilizi per adeguamento
    • È necessario rispettare le normative igienico-sanitarie e di abitabilità (altezza soffitti, finestre, impianti, ecc.). Il costo varia in base agli interventi richiesti, spesso oscillando tra 500 e 1.500 euro al metro quadro.
  • Aggiornamento catastale
    Al termine dei lavori, occorre presentare l’aggiornamento catastale tramite DOCFA. I tributi catastali della pratica non vanno confusi con l’onorario del tecnico professionista: il costo amministrativo dipende dal tipo di atto, mentre il compenso del tecnico si aggiunge a parte.

Alla luce di tutto ciò, il costo complessivo per un cambio d’uso può partire da 10.000-15.000 euro e salire considerevolmente in base alla metratura e alle condizioni dell’immobile.

Cosa occorre sapere per un bagno in un locale C2?

L'installazione di un bagno in un locale C2 è possibile, ma occorre rispettare specifiche normative edilizie e igienico-sanitarie. È necessario ottenere i permessi comunali attraverso una pratica edilizia, che prevede la verifica della conformità urbanistica e igienico-sanitaria. Bisogna inoltre assicurarsi che il locale disponga degli allacciamenti idrici e fognari adeguati. In alcuni casi, potrebbe essere richiesta la realizzazione di opere murarie per l'adattamento degli impianti esistenti. È consigliabile consultare un tecnico abilitato, come un geometra o un architetto, per gestire la pratica burocratica e progettuale.

Cosa s'intende per accatastamento C2?

Per accatastamento C/2 si intende la procedura con cui un’unità immobiliare viene dichiarata o aggiornata nel Catasto Fabbricati come magazzino o locale di deposito, con attribuzione della relativa categoria catastale e, quando dovuta, della rendita catastale. La classificazione C/2 è espressamente prevista nel quadro generale delle categorie catastali dell’Agenzia delle Entrate.

L’accatastamento o la variazione avvengono normalmente tramite pratica DOCFA, predisposta da un tecnico abilitato, nei casi di nuova costruzione, diversa distribuzione degli spazi, fusione, frazionamento o cambio di destinazione catastale. La procedura DOCFA è infatti quella ordinariamente utilizzata per l’aggiornamento del Catasto Fabbricati.

In concreto, parlare di “accatastamento C2” significa che il locale viene censito ufficialmente non come abitazione o negozio, ma come unità immobiliare a funzione di deposito, con effetti sia catastali sia fiscali.

Quando il C/2 può essere considerato pertinenza dell’abitazione?

Un immobile C/2 può essere considerato pertinenza di un’abitazione principale quando è destinato in modo durevole al suo servizio, secondo le regole fiscali applicabili. Per le agevolazioni “prima casa” e per l’IMU, le pertinenze ammesse rientrano nelle categorie C/2, C/6 e C/7.

Ai fini IMU, il regime agevolato per l’abitazione principale si applica alle pertinenze classificate in C/2, C/6 e C/7, ma nel limite massimo di una unità per ciascuna categoria catastale. Questo è un aspetto utile da precisare perché non tutti i locali C/2 godono automaticamente dell’esenzione: conta il rapporto pertinenziale concreto e il rispetto dei limiti previsti.

Come trasformare un magazzino in una abitazione

Che differenza c'è tra C1, C2, C6 e c7?

Le categorie catastali C/1, C/2, C/6 e C/7 appartengono tutte al gruppo C, ma identificano immobili con funzioni differenti. In sintesi, il C/1 riguarda i negozi e le botteghe, il C/2 i magazzini e locali di deposito, il C/6 le autorimesse, rimesse, stalle e scuderie, mentre il C/7 le tettoie chiuse o aperte.

La differenza principale sta quindi nell’uso tipico del locale: il C/1 è pensato per l’attività commerciale, il C/2 per il deposito, il C/6 per il ricovero di veicoli o usi assimilati, il C/7 per strutture accessorie come le tettoie. Anche sul piano fiscale e urbanistico questa distinzione conta, perché un locale non può essere utilizzato liberamente per finalità incompatibili con la sua classificazione e con la destinazione ammessa dagli strumenti comunali.

CategoriaDefinizione catastaleUso tipico
C/1Negozi e botteghevendita al pubblico, attività commerciale
C/2Magazzini e locali di depositodeposito merci, cantina, soffitta, magazzino
C/6Stalle, scuderie, rimesse, autorimessebox auto, garage, posti per veicoli
C/7Tettoie chiuse o apertecoperture accessorie, ripari, strutture pertinenziali

La tabella sintetizza il quadro generale delle categorie catastali del gruppo C.

Si può fare cambio di categoria catastale da C2 a C1?

Sì, in linea teorica il passaggio da C/2 a C/1 può essere possibile, ma non basta una semplice variazione catastale. Occorre prima verificare se il cambio di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante è ammesso dal Comune, dal piano urbanistico e dall’eventuale regolamento edilizio locale. Il Testo Unico dell’Edilizia disciplina infatti il mutamento di destinazione d’uso e lega la sua ammissibilità alla normativa urbanistica vigente.

Solo dopo l’eventuale via libera urbanistico-edilizio si potrà procedere con l’aggiornamento catastale tramite DOCFA, affinché l’immobile venga riclassificato coerentemente con il nuovo utilizzo. In pratica, quindi, il cambio da C/2 a C/1 è possibile solo se il locale ha caratteristiche compatibili con l’uso commerciale e se il Comune consente quel tipo di trasformazione.

Quanto vale un immobile in categoria catastale C2?

Il valore di un immobile C/2 dipende soprattutto da:

  • zona in cui si trova;
  • metratura e distribuzione interna;
  • piano e accessibilità;
  • stato manutentivo;
  • presenza di impianti, aerazione e umidità;
  • possibile uso pertinenziale o autonomia commerciale/di deposito.

Per una prima stima, il riferimento più utile è la banca dati OMI dell’Agenzia delle Entrate, che raccoglie le quotazioni immobiliari per zone territoriali omogenee e consente di orientarsi sui valori di mercato.

Va però chiarito che il valore di un C/2 non coincide automaticamente con quello di un’abitazione o di un negozio: un deposito ha normalmente una redditività, una commerciabilità e un utilizzo diversi. Inoltre, un C/2 collegato in modo funzionale a un’abitazione può avere un valore differente rispetto a un deposito autonomo, soprattutto se è facilmente accessibile, asciutto, ben rifinito o situato in una zona centrale. Le quotazioni OMI sono quindi un buon punto di partenza, ma per una valutazione precisa è opportuno considerare anche lo stato reale del bene e i prezzi delle compravendite comparabili nella stessa area.

Fonti

FAQ

Quali immobili sono compresi nella categoria catastale c2? 

Tra gli immobili di categoria catastale C2 sono compresi magazzini, locali di deposito, cantine e soffitte se non unite all’unità immobiliare abitativa.

Sono inclusi spazi abitativi tra gli immobili di categoria C2?

No. Gli immobili di categoria C2 non comprendono spazi abitativi, bensì di rimessa e deposito. Essi non sono idonei all'uso residenziale, poiché non soddisfano i requisiti edilizi e urbanistici necessari per essere classificati come abitazioni.

A quale categoria catastale appartiene un box auto, C2 o C6?

Un box auto appartiene alla categoria C6. Questa categoria comprende autorimesse, garage e altri spazi destinati al ricovero di veicoli. A differenza dei locali C2, che servono principalmente come deposito, i locali C6 sono specificamente progettati per custodire mezzi di trasporto in sicurezza.

Andrea Lazzo
Andrea Lazzo è nato a Bari nel 1980 e dal 2009 lavora nel campo della SEO per diverse aziende italiane, estere e multinazionali, nel campo finanziario e immobiliare. Si è specializzato nel settore del real estate in cui opera da oltre 5 anni, con un particolare focus sulle statistiche del mercato immobiliare, estimo e normative vigenti riguardanti le tematiche più richieste da chi desidera vendere e acquistare casa. Il suo obiettivo è di creare un contenuto realmente utile per l'utente, con un linguaggio il più ampiamente comprensibile anche per i temi più tecnici e burocratici.