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Rendimento Investimenti Immobiliari: Calcolatore ed Esempio

Andrea Lazzo·Aggiornato il 18.08.2026·12 min di lettura
Frais de notaire en Valais

Risposta rapida

Il rendimento di un investimento immobiliare indica quanto rende un immobile rispetto al suo valore o al capitale investito. Per un immobile affittato, il rendimento lordo si calcola dividendo il canone annuo per il valore dell’immobile e moltiplicando il risultato per 100. Per ottenere un dato più realistico è possibile calcolare il rendimento netto, sottraendo dal canone le spese operative, i periodi di sfitto e le eventuali perdite dovute alla morosità.

Sintesi

  • Il rendimento lordo mette in rapporto il canone annuo con il valore dell’immobile.
  • Il rendimento netto considera anche spese di gestione, manutenzione, vacancy e altri costi a carico del proprietario.
  • Il cap rate rapporta il reddito operativo netto (NOI) al valore dell’immobile.
  • In presenza di un mutuo, il cash-on-cash permette di valutare il rendimento sul capitale effettivamente investito.
  • Prezzi e canoni della zona possono essere confrontati anche attraverso le quotazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Cos'è la rendita immobiliare?

La rendita immobiliare è il reddito periodico generato da un immobile, generalmente attraverso la locazione o altri diritti di godimento. Va distinta dalla rivalutazione dell’immobile: l’aumento del suo valore nel tempo costituisce infatti un potenziale guadagno in conto capitale, che si realizza normalmente al momento della vendita.

Tra le principali fonti di reddito immobiliare rientrano:

  • Reddito da locazione: entrate ottenute affittando un immobile residenziale, commerciale o turistico.
  • Redditi derivanti da altri diritti sull’immobile: ad esempio quelli derivanti dalla concessione di determinati diritti reali o di godimento.
  • Rendimenti da investimenti immobiliari indiretti: proventi derivanti da quote di fondi o società immobiliari; in questo caso, però, l’investitore non percepisce direttamente la rendita del singolo immobile.

La rivalutazione del bene può invece contribuire al rendimento complessivo dell’investimento insieme ai redditi prodotti durante il periodo di possesso.

Calcolatore rendimento investimenti immobiliari

Qui sotto trovi un calcolatore gratuito che ti consente di avere una stima del rendimento dei tuoi investimenti immobiliari.

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Ad esempio notaio, imposte, agenzia e altri oneri iniziali.

IMU, manutenzione, assicurazione, condominio a carico del proprietario, gestione e altre spese.

Inserisci il totale delle rate pagate in un anno.

Risultati stimati

Canone lordo annuo:

Perdita stimata per sfitto:

Perdita stimata per morosità:

Reddito operativo netto (NOI):


Rendimento lordo:

Rendimento netto sul costo complessivo:

Cap rate:

Il risultato è una stima e non include automaticamente imposte sul reddito da locazione, rivalutazione dell'immobile o costi non inseriti.

Come si calcola la rendita dell'affitto di una casa o dell'investimento immobiliare?

Desideri ottenere una rendita dagli affitti o dalle transazioni immobiliari? La prima cosa su cui focalizzarsi è la determinazione della redditività dell'immobile. Il tasso di redditività è essenziale sia per analizzare varie proprietà sia per confrontare gli investimenti nel settore immobiliare con altre opportunità di investimento.

Qui di seguito vediamo quali sono i valori di cui dovrai tenere conto per il calcolo.

Reddito lordo dell’immobile

In primo luogo, dovresti stimare le entrate totali: ciò può essere fatto guardando l'importo medio degli affitti nell'area, tenendo conto delle specifiche della proprietà (come la presenza di un garage, uno spazio esterno e simili).

Per verificare se il canone e il valore ipotizzati sono coerenti con il mercato locale è possibile utilizzare anche le quotazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate. La banca dati pubblica con cadenza semestrale intervalli minimi e massimi dei valori di mercato e di locazione, distinti per zona territoriale omogenea e tipologia immobiliare. Si tratta di valori di riferimento utili per il confronto con il mercato, non di una valutazione puntuale del singolo immobile.

Costi di gestione

Per arrivare al reddito netto, dovrai detrarre i costi di gestione, che possono includere interventi di manutenzione speciale, polizze assicurative, imposte e spese legate all'agenzia o ad altri servizi professionali. Questo ti fornirà le entrate nette della proprietà.

Determinazione del tasso di redditività

A questo punto, per stabilire il tasso di redditività, dovrai semplicemente dividere il reddito netto per il prezzo totale di acquisto dell'immobile. Ricorda di includere anche le spese legate all'acquisto, come quelle notarili.

Il calcolo del rendimento immobiliare potrebbe apparire complicato, ma seguendo alcuni passaggi si può ottenere una stima precisa. Ecco le formule che vengono generalmente utilizzate per calcolare il rendimento da affitto e quello totale:

  • Rendimento da affitto: (Affitto annuale - Spese annuali) / Costo dell'immobile x 100
  • Rendimento totale: [(Redditi netti complessivi + valore finale dell’immobile o prezzo netto di vendita) – Capitale totale investito] / Capitale totale investito × 100

Come puoi vedere, la formula del calcolo del rendimento da affitto ti consente di comprendere quanto ti renderà l’immobile acquistato nel caso decidessi di darlo in affitto.

Il rendimento totale considera sia i redditi netti prodotti dall’immobile durante il periodo di possesso sia l’eventuale aumento o diminuzione del suo valore. Se l’immobile viene venduto, nel calcolo si utilizza il ricavo netto della vendita.

Calcolo ROI immobiliare sull'affitto: cos'è e come si calcola

Il ROI (Return on Investment), o ritorno sull’investimento, indica quanto rende un investimento rispetto al capitale complessivamente impiegato. Nel settore immobiliare permette di valutare il risultato economico ottenuto considerando non soltanto il prezzo dell’immobile, ma anche gli altri costi sostenuti per acquistarlo e renderlo produttivo.

La formula semplificata è:

ROI (%) = Utile netto / Capitale totale investito × 100

Ad esempio, se l’acquisto, le spese accessorie e la ristrutturazione comportano un investimento complessivo di 220.000 € e l’immobile produce 11.000 € netti in un anno, il ROI annuale è del 5%.

ROI, cap rate e cash-on-cash non sono sinonimi. Il ROI misura il rendimento rispetto al capitale complessivamente investito, mentre il cap rate considera il NOI rispetto al valore dell'immobile. Il cash-on-cash, approfondito più avanti, misura invece il rendimento sul capitale proprio investito.

TIR o IRR: il rendimento dell'investimento nel tempo

Per valutare un investimento immobiliare su più anni può essere utile utilizzare anche il TIR (Tasso Interno di Rendimento), conosciuto anche con la sigla inglese IRR. A differenza del semplice rendimento annuale, questo indicatore tiene conto della distribuzione nel tempo dei diversi flussi di cassa.

Nel calcolo possono quindi rientrare l’esborso iniziale per acquistare l’immobile, i flussi di cassa prodotti dagli affitti durante gli anni e l’importo ottenuto con l’eventuale vendita finale.

In termini tecnici, il TIR è il tasso di attualizzazione che porta a zero il valore attuale netto dei flussi di cassa dell’investimento. È particolarmente utile quando si vogliono confrontare due operazioni immobiliari con durata, costi iniziali e flussi di reddito differenti.

Per un semplice immobile destinato alla locazione può essere sufficiente utilizzare rendimento netto, cap rate e cash-on-cash; il TIR diventa invece più significativo nelle analisi pluriennali che comprendono anche la futura rivendita dell’immobile.

Rendimento netto locazione: formula e calcolo

Per capire come calcolare il rendimento annuo di un immobile destinato alla locazione è necessario partire dal canone incassato e sottrarre le spese annuali sostenute dal proprietario, come IMU, manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazioni e imposte.

È una misura più realistica della redditività, perché riflette il guadagno effettivo. Il calcolo segue la stessa logica della rendita lorda, ma al numeratore si considera il reddito netto.

Formula:

📌 Rendita netta (%) = [(Canone annuo – Spese annue) / Valore immobile] × 100

Questa rendita varia molto in base alla fiscalità locale e alla tipologia d’immobile. Ad esempio, immobili residenziali godono spesso di agevolazioni IMU se affittati a canone concordato.

Il rendimento di un immobile può salire o scendere in base a vari fattori.

Vacancy e morosità: perché contano

Il rendimento reale dipende anche dai periodi in cui l’immobile resta sfitto e dal rischio di mancati pagamenti. Per stimarlo in modo corretto usa il reddito operativo netto ( NOI), che esclude la rata del mutuo:

NOI = Canone annuo × (1 – tasso di vacancy) – Spese operative – Perdite per morosità attese.

Il tasso di vacancy può essere espresso in mesi (es. 1 mese su 12 = 8,33%) o in percentuale. Le perdite per morosità si stimano in base alla storia della zona/gestione (anche un valore prudenziale dell’1–2% del canone annuo aiuta a non sovrastimare il rendimento). Il NOI così calcolato è la base per rendita netta, cap rate e per confronti tra immobili.

Affitto breve o tradizionale: come cambia il rendimento

Anche la modalità di locazione influenza il rendimento dell’investimento. Negli affitti tradizionali il reddito è generalmente più prevedibile perché il canone viene stabilito per un periodo relativamente lungo; negli affitti brevi gli incassi possono invece variare in funzione della tariffa giornaliera, della stagionalità e soprattutto del tasso di occupazione.

Per un affitto breve non è quindi sufficiente moltiplicare la tariffa giornaliera per 365 giorni. Occorre stimare i giorni effettivamente occupati e sottrarre commissioni delle piattaforme, pulizie, utenze, gestione, manutenzione e periodi senza prenotazioni.

Anche la fiscalità incide sul rendimento netto. L’Agenzia delle Entrate prevede per le locazioni brevi, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa, la possibilità di applicare la cedolare secca: l’aliquota è del 21% per una sola unità immobiliare scelta dal contribuente, mentre per gli ulteriori immobili interessati dal regime delle locazioni brevi si applica il 26%.

Il confronto tra affitto breve e tradizionale deve quindi essere effettuato sul rendimento netto, non sul semplice incasso lordo potenziale.

Come funziona il cash-on-cash

Finanziamento: cash-on-cash & leverage

Il cash-on-cash misura il rendimento annuo sull’equity effettivamente investita dopo aver pagato interessi e quota capitale del mutuo. È la metrica più utile quando utilizzi leva finanziaria, perché ti dice quanto rende davvero l’operazione “in tasca”.

Formula essenziale: cash-on-cash (%) = (flusso di cassa annuo dopo debito) / equity investita × 100.

Il flusso di cassa annuo dopo debito è dato dal NOI meno il servizio del debito (rate annue e altri costi finanziari). L’equity investita corrisponde al costo complessivo (prezzo più oneri) meno l’importo finanziato, più eventuali costi iniziali non finanziati.

Esempio rapido

Costo complessivo 208.000 €, mutuo 140.000 € al 4% per 25 anni: la rata annua stimata è circa 8.868 €. Con un NOI pari a 10.500 €, il flusso di cassa dopo debito è 10.500 – 8.868 = 1.632 €. L’equity investita è 208.000 – 140.000 = 68.000 €. Il cash-on-cash è quindi 1.632 / 68.000 × 100 ≈ 2,40%. Il rapporto DSCR, definito come NOI / rata annua, è circa 1,18: più è alto, maggiore è il margine di copertura del debito.

Come interpretarlo

Se il cap rate dell’immobile è superiore al costo effettivo del debito, la leva tende ad aumentare il rendimento sull’equity; se è inferiore, la leva lo riduce. Prima di decidere, testa sempre l’impatto di vacancy, spese e tassi con scenari prudenziali.

Rendimento degli immobili residenziali e commerciali

La tipologia dell’immobile può incidere sia sul rendimento sia sul livello di rischio dell’investimento. Nel residenziale contano soprattutto il rapporto tra prezzo e canone, la domanda abitativa, la morosità e i periodi di sfitto. Nel commerciale assumono particolare importanza anche la tipologia di attività, la solidità del conduttore e la durata del contratto.

Non è però possibile stabilire in assoluto che gli immobili commerciali rendano più di quelli residenziali: il confronto deve essere effettuato considerando il rendimento netto, il rischio di vacancy e le caratteristiche del mercato locale.

Una donna valuta un investimento immobiliare

Come calcolare il rendimento immobiliare in modo semplice?

Oggi esistono piattaforme e software che aiutano a calcolare il rendimento immobiliare, effettuando simulazioni basate su variabili come ubicazione, tipologia dell’immobile e condizioni del mercato. In alternativa, è possibile predisporre un calcolo della rendita dell’affitto di un immobile in Excel, inserendo canone annuo, prezzo di acquisto, spese, periodi di sfitto e altri costi sostenuti.

Il primo passo è quello di valutare il valore della casa al fine di acquistarla. Clicca sul link qui sotto per ottenere con pochi passaggi una valutazione istantanea, accurata e gratuita della casa o dell’appartamento che ti interessa, in tutta Italia.

Alla fine della valutazione, ti forniremo il prezzo medio, il prezzo dell'affitto e il rendimento. Riceverai immediatamente il risultato e ti invieremo un rapporto di valutazione dettagliato via email.

Se desideri affinare ulteriormente questa stima iniziale, prendendo in considerazione criteri aggiuntivi, ti proponiamo una valutazione gratuita sul posto da parte di uno dei nostri esperti immobiliari locali.

Esempio di calcolo di rendimento di un immobile

Se il costo complessivo dell’investimento, comprensivo del prezzo di acquisto e degli eventuali oneri iniziali, è pari a 200.000 € e l’immobile produce un reddito lordo annuo di 15.000 €, che al netto dei costi considerati scende a 10.500 €, il rendimento è pari a (10.500 € / 200.000 €) × 100, ovvero al 5,25%. Se invece 200.000 € rappresentano soltanto il prezzo di acquisto, al denominatore devono essere aggiunti anche gli altri costi iniziali sostenuti.

Esempio rapido con vacancy e morosità

Prezzo €200.000; oneri d’acquisto €8.000 → costo complessivo €208.000. Canone annuo lordo €15.000. Vacancy 1 mese: perdita €1.250. Spese operative (IMU, assicurazione, manutenzioni, condominio, gestione) €3.250. Morosità attesa 1% del canone: €150.

NOI = 15.000 – 1.250 – 3.250 – 150 = €10.350.

Cap rate = 10.350 / 200.000 × 100 = 5,18%.

Rendita netta su costo = 10.350 / 208.000 × 100 = 4,98%.

La rata del mutuo non entra nel NOI: usala per calcolare il cash flow e il cash-on-cash se finanzi l’acquisto.

Quanto rende un investimento immobiliare in Italia?

Non esiste una percentuale di rendimento valida per tutti gli immobili: il risultato cambia in funzione della città, del prezzo di acquisto, del canone, della tipologia dell’abitazione e delle spese sostenute.

Per questo motivo un rendimento medio nazionale deve essere considerato soltanto come benchmark: per valutare un investimento concreto è più utile confrontare prezzo e canone con immobili simili nello stesso quartiere e calcolare successivamente il rendimento netto effettivo.

Anche per questo è preferibile affiancare alle medie nazionali dati riferiti alla specifica zona in cui si trova l’immobile. Le quotazioni OMI dell’Agenzia delle Entrate permettono, ad esempio, di confrontare gli intervalli dei valori di vendita e locazione rilevati nelle singole zone omogenee, fornendo una base istituzionale da integrare con le caratteristiche concrete dell’immobile.

Quali sono i fattori da considerare nel calcolo del rendimento dell’investimento immobiliare?

Il mercato immobiliare è influenzato da diversi fattori, che influenzano di conseguenza anche il rendimento dell’investimento immobiliare. Qui di seguito, vediamo i più importanti:

Posizione, domanda e offerta

La posizione dell’immobile e l’equilibrio tra domanda e offerta incidono direttamente sulla redditività. Quartieri ben serviti, con una domanda di locazione elevata rispetto agli immobili disponibili, possono favorire canoni più alti e ridurre i periodi di sfitto. È quindi utile valutare servizi, collegamenti, caratteristiche del quartiere e andamento del mercato locale, lasciando l’analisi più approfondita delle prospettive dell’area alla sezione dedicata.

Costi di acquisto e gestione

È fondamentale considerare i costi legati all'acquisto, alla gestione e alla manutenzione dell'immobile. Questi possono comprendere tasse, imposte, assicurazioni, costi di finanziamento, lavori di riparazione e rinnovamenti. Una valutazione immobiliare accurata di questi costi ti aiuterà a capire se l'investimento è veramente conveniente.

Fiscalità

La fiscalità può incidere in modo significativo sul rendimento netto. Nella tassazione dell’affitto, la cedolare secca può rappresentare un’alternativa alla tassazione ordinaria IRPEF quando ne ricorrono i requisiti. Per effettuare il calcolo della convenienza tra cedolare secca e IRPEF occorre considerare aliquota marginale IRPEF, addizionali, eventuali deduzioni e detrazioni, imposta di registro e caratteristiche del contratto. Nel rendimento vanno considerate anche le tasse sull’affitto di una seconda casa, comprese le imposte sul reddito da locazione e, quando dovuta, l’IMU.

È sempre affidabile il calcolo rendimento immobiliare?

Il calcolo del rendimento fornisce una stima utile ma non deve essere valutato isolatamente. L’andamento del mercato, la domanda locale e i cambiamenti urbanistici possono modificare nel tempo sia il valore dell’immobile sia la redditività dell’investimento. Per questo è importante affiancare al calcolo numerico un’analisi dell’area in cui si trova l’immobile.

Cerca nella zona giusta: analizza le potenzialità del mercato immobiliare

Per analizzare efficacemente il mercato immobiliare è fondamentale avvalersi di diversi strumenti complementari, ad esempio ottenendo una panoramica generale tramite gli articoli specialistici dei quotidiani economici.

Se si cercano dei dati specifici, l’ Osservatorio del mercato immobiliare, gestito dall' Agenzia delle Entrate, fornisce dati dettagliati a livello regionale per tipologia di immobile, mentre le società immobiliari offrono interessanti studi di settore.

Per scoprire le potenzialità del mercato immobiliare ed effettuare il calcolo della rendita di un immobile è bene focalizzarsi sull'area geografica di interesse, considerando non solo la città, ma anche specifici quartieri, e valutare gli eventuali sviluppi urbanistici futuri.

La decisione di investimento immobiliare potrebbe essere guidata da una strategia predefinita o dalla caratteristica dell'area, come nel caso degli investimenti turistici estivi o invernali. Infine, è essenziale bilanciare costi e potenziali entrate, tenendo conto dei fattori economici esterni che potrebbero influenzare la redditività dell'investimento.

Anche il contesto di mercato va aggiornato periodicamente. Secondo il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia della Banca d’Italia, nel secondo trimestre 2026 i canoni di locazione hanno accelerato rispetto al trimestre precedente nella maggior parte del Paese, pur registrando una crescita più contenuta rispetto allo stesso periodo del 2025. La stessa rilevazione segnala inoltre una domanda di abitazioni ancora contenuta e un’offerta in diminuzione.

Fonti

Domande frequenti

Come calcolare il guadagno da un affitto?

Parti dal canone annuo e sottrai le spese ricorrenti a carico del proprietario (IMU, manutenzioni, assicurazione, quote condominiali, agenzia) e l’eventuale perdita per mesi sfitti o morosità: il risultato è il reddito operativo netto (NOI). Se vuoi capire quanto ti rende rispetto all’investimento fatto, rapporta quel netto al costo complessivo dell’immobile (acquisto più oneri); se ti interessa un confronto “di mercato”, rapportalo invece al valore di mercato dell’immobile.

Come si calcola il reddito di un affitto? Quanto dovrebbe rendere?

Il reddito si calcola come canone annuo meno spese e vacancy; questo netto misura la performance reale dell’immobile e, se diviso per costo o valore, ti dà il rendimento percentuale. Quanto “dovrebbe” rendere dipende da città, rischio, tipologia e gestione: definisci un obiettivo coerente con il tuo costo del capitale e confrontalo con i rendimenti osservati su immobili simili nella stessa zona; se il rendimento netto atteso, a parità di rischio, è inferiore alle alternative disponibili, l’investimento va rinegoziato o scartato.

Qual è la differenza tra rendita netta e cap rate (NOI)?

La rendita netta misura quanto rende l’immobile a te investitore rispetto al costo complessivo sostenuto, calcolando canone meno spese e vacancy; il cap rate, invece, usa il NOI diviso per il valore di mercato per confrontare immobili o stimarne il valore. La rata del mutuo non rientra in NOI/cap rate: serve solo per valutare il cash-on-cash.

Quali agevolazioni fiscali incidono sul rendimento (IMU, cedolare secca)?

La cedolare secca sostituisce IRPEF e addizionali sui canoni, mentre per i contratti a canone concordato l’IMU è ridotta al 75% a livello nazionale, con aliquote e dettagli operativi stabiliti dal singolo Comune. È sempre opportuno verificare ogni anno sul sito dell’Agenzia delle Entrate e sulla pagina IMU del proprio Comune.

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