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Rendita Catastale

Team RealAdvisorAggiornato il 15.08.202611 min di lettura
Definizione

La rendita catastale è il reddito fiscale attribuito dal Catasto alle unità immobiliari urbane (fabbricati).

Sintesi

  • Dove trovarla: su Consultazione rendite catastali AE gratuitamente oppure con visura. La consultazione telematica è gratuita e la visura ufficiale è rilasciata in esenzione (anche per immobili intestati a terzi).
  • Come calcolarla (se serve stimarla): superficie/consistenza × tariffa d’estimo (per classamento/rendita nuova si usa pratica DOCFA tramite tecnico)
  • Per cosa serve: base imponibile per registro, ipotecaria/catastale, successioni/donazioni, IMU (con regole e coefficienti diversi; la TASI è stata abolita dal 1° gennaio 2020).
  • Accessi pro: piattaforma SISTER (convenzione/abilitazione) per visure e aggiornamenti catastali telematici.
Infografica che illustra cos'è e come si calcola il valore catastale

Con il termine rendita catastale si intende il reddito fiscale attribuito dal Catasto alle unità immobiliari urbane censite nelle categorie per le quali è prevista una rendita. Per i terreni, invece, si utilizzano il reddito dominicale e il reddito agrario. In questo articolo spieghiamo cos'è la rendita catastale e forniamo un calcolatore online per calcolarla in modo semplice direttamente su questa pagina. Inoltre, forniamo esempi di calcolo su casi concreti.

Consultazione rendite catastali: dove si trova la rendita catastale?

Sul portale dell’Agenzia delle Entrate è possibile consultare i dati relativi al catasto, sia per quanto concerne i fabbricati che i terreni agricoli. L’Agenzia delle Entrate offre un comodo servizio di consultazione rendite catastali.

Esistono diverse modalità per ottenere il valore necessario alla determinazione delle imposte derivanti dall’acquisto e possesso di proprietà immobiliari tramite la consultazione delle rendite catastali, che illustriamo qui di seguito:

  • richiedere la visura catastale per immobile, in base cioè ai dati catastali del fabbricato o del terreno in questione;
  • richiedere la visura catastale per soggetto, cioè in base alle informazioni identificative del richiedente, quali nome, cognome, codice fiscale o partita IVA;
  • richiedere la visura catastale per indirizzo, fornendo l'indirizzo completo dell'immobile di cui si cerca la visura.

Per il servizio gratuito “Consultazione rendite catastali” dell’Agenzia occorre indicare la provincia di ubicazione dell’immobile e i relativi identificativi catastali, cioè Comune, eventuale sezione, foglio e particella. Il servizio restituisce i dati a video e non una visura catastale in PDF. Se si vuole effettuare una ricerca utilizzando il codice fiscale dell’intestatario, il servizio corretto è invece “Risultanze catastali”.

Per una visura catastale (anche di immobili non propri) si utilizzano i dati identificativi (Comune, foglio, particella, subalterno) oppure la ricerca per soggetto tramite l’area riservata.

Prima di effettuare la richiesta, suggeriamo di verificare, innanzitutto, quali dati specifici siano richiesti e di preparare la documentazione in anticipo.

OperazioneDoveCosa serve
Consultazione rendite (a video)Portale AE → “Consultazione rendite catastali”Provincia/Ufficio provinciale, Comune, eventuale sezione, foglio, particella
Visura catastale online (PDF)Area riservata AE (SPID/CIE/CNS)Ricerca per soggetto oppure per immobile (Comune, foglio, particella, subalterno) oppure per indirizzo
Attribuzione/variazione rendita (DOCFA)Tecnico abilitato → invio telematicoPlanimetrie, dati immobile, pratica DOCFA
Scorri per confrontare →

Calcolo rendita catastale, calcola il valore online

Per calcolare la rendita catastale, puoi sfruttare il calcolatore qui sotto inserendo i dati richiesti.

Calcolatore rendita catastale: valore catastale e IMU (stima)

Inserisci la rendita (da visura/consultazione). Il calcolo applica la rivalutazione del 5% (×1,05).

Dati

Inserisci la rendita “pura” (senza rivalutazione).

Inserisci l’aliquota deliberata dal tuo Comune (per mille).

Risultati

Valore catastale (registro/successione/donazione)

Base imponibile IMU

IMU annua stimata

Nota: stima indicativa. Esenzioni/detrazioni e aliquote variano per Comune e tipologia di immobile.

Come calcolare il valore degli immobili con la rendita catastale

Per ricavare il valore catastale (base imponibile per imposta di registro con “prezzo-valore”, successioni/donazioni e altri adempimenti), si parte dalla rendita catastale dell’unità immobiliare e si applicano i moltiplicatori previsti dalla legge.

La regola generale per le abitazioni è:

Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 × coefficiente

Dove 1,05 è la rivalutazione del 5% prevista prima di applicare il coefficiente. I coefficienti più usati per fabbricati a uso abitativo sono, in sintesi:

  • 110 per gli acquisti che beneficiano dell’agevolazione “prima casa”; l’agevolazione non spetta alle abitazioni appartenenti alle categorie A/1, A/8 e A/9 e può estendersi alle pertinenze C/2, C/6 e C/7 nel limite di una sola pertinenza per ciascuna categoria;
  • 120 per altre abitazioni (categorie A – esclusa A/10 – e relative pertinenze C/2, C/6, C/7);
  • 140 per immobili del gruppo B;
  • 60 per uffici A/10 e immobili D;
  • 40,8 per negozi C/1 e immobili E.

Nota: per terreni e altri fabbricati valgono regole specifiche (es. reddito dominicale rivalutato per i terreni). In caso di dubbi, verifica la categoria catastale e applica il relativo coefficiente della tabella ufficiale o della guida dell’Agenzia.

Tipologia/UsoCategorie interessateCoefficientePertinenze incluseNote
Abitazione “Prima casa”Categorie abitative ammesse all’agevolazione “prima casa” (escluse A/1, A/8 e A/9)110C/2, C/6, C/7, nel limite di una sola pertinenza per ciascuna categoria, se ricorrono i requisiti dell’agevolazione “prima casaVerifica requisiti “prima casa”
Altre abitazioniA (esclusa A/10)120C/2, C/6, C/7Per seconde case e abitazioni non agevolate
Gruppo B (collegi, scuole, ospedali, ecc.)B140
Uffici e Gruppo DA/10 e D60A/10 = uffici/ studi privati
Negozi e Gruppo EC/1 e E40,8C/1 = negozi e botteghe
Scorri per confrontare →

Come si effettua il calcolo tramite l'Agenzia delle Entrate?

  1. Recupera la rendita: usa il servizio gratuito “Consultazione rendite catastali” dell’Agenzia delle Entrate. Seleziona la provincia di ubicazione dell’immobile e inserisci gli identificativi catastali richiesti, come Comune, eventuale sezione, foglio e particella. Il servizio consente di conoscere a video la rendita catastale; se invece vuoi effettuare una ricerca tramite codice fiscale dell’intestatario, puoi utilizzare il servizio “Risultanze catastali”.
  2. Rivaluta e applica il coefficiente: prendi la rendita, moltiplica × 1,05 e poi × coefficiente in base a uso e categoria dell’immobile (es. 110 prima casa; 120 altre abitazioni). L’Agenzia riporta esempi pratici nella guida “L’acquisto di una casa: le imposte”.
  3. Verifica la categoria catastale (A/…, B/…, C/…, D/…, E/…) prima di applicare il moltiplicatore, perché cambia il risultato. Se ti serve un documento ufficiale, richiedi una visura catastale (online, tramite professionista o allo sportello).

Se l’immobile non ha ancora una rendita (nuova costruzione, variazione importante), la rendita si attribuisce tramite pratica DOCFA presentata da un tecnico abilitato; non è un calcolo eseguibile sul sito AE. (Rinvio alla prassi operativa e ai servizi catastali telematici).

Visure Sister, Home Page e Login con l'Agenzia delle Entrate

  • Servizi per cittadini: la “Consultazione rendite catastali” consente di conoscere gratuitamente a video i dati di rendita utilizzando gli identificativi catastali dell’immobile. Dall’Area riservata dell’Agenzia, con SPID/CIE/CNS, è inoltre possibile richiedere gratuitamente visure catastali online, anche per immobili di cui non si è titolari.
  • SISTER (per professionisti/enti convenzionati): è il canale telematico dedicato a consultazione e aggiornamento catastale e ipotecario. Per usarlo serve convenzione e abilitazione; consente consultazioni e aggiornamenti catastali/ipotecari. Le visure catastali hanno natura informativa/fiscale (il Catasto non è probatorio). Per esigenze probatorie servono ispezioni/ipoteche in Conservatoria o certificazioni rilasciate dall’Agenzia.

A cosa serve la rendita catastale?

La rendita catastale consente di:

  • per il calcolo dell’IRPEF sui redditi fondiari (salve le esenzioni previste) e dell’Imposta Municipale Propria (IMU)
  • calcolare il valore catastale per scopi fiscali e amministrativi, al fine di determinare le imposte ipotecarie, catastali e relative a donazioni e successioni

Nota:  la TASI è stata abolita dal 1° gennaio 2020 con la nuova IMU (L. 160/2019).

Come facilmente intuibile, più alta risulta essere la rendita di un immobile, più imposte saranno dovute al fisco.

Rendita catastale: alcuni dati sul patrimonio immobiliare italiano

La rendita catastale riguarda una parte molto ampia del patrimonio immobiliare italiano. Secondo le Statistiche catastali 2025 dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate, alla fine del 2025 risultavano censiti quasi 80 milioni di immobili negli archivi catastali italiani.

Le sole abitazioni erano circa 35,8 milioni, mentre oltre 68 milioni di unità immobiliari appartenevano alle categorie catastali alle quali viene attribuita una rendita. Le altre comprendono, tra l'altro, immobili del gruppo F, come unità in corso di costruzione, aree urbane e fabbricati collabenti, che non dispongono di una rendita catastale ordinaria.

I dati mostrano quindi quanto la rendita catastale sia centrale nel sistema fiscale immobiliare italiano: viene utilizzata come punto di partenza per determinare diverse basi imponibili, pur restando un valore distinto dal prezzo o dal valore di mercato dell'immobile.

Procedura per calcolare la rendita catastale

Il valore della rendita catastale si ottiene combinando diversi fattori, tra cui le dimensioni dell’immobile e una serie di coefficienti stabiliti dal fisco.

Per la maggior parte delle tipologie di immobili, per ottenere la rendita catastale occorre moltiplicare questi due fattori:

  • dimensione dell’immobile, espressa in metri quadri, vani o metri cubi a seconda della categoria catastale a cui appartiene l’immobile in questione;
  • tariffa di estimo elaborata dall’Agenzia delle Entrate, variabile a seconda della zona censuaria in cui si trova l’immobile, alla sua destinazione d’uso e alla categoria catastale.

Questi dati sono reperibili nelle tabelle di estimo, consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate o sul portale Tariffecatastali.it, una raccolta di tutte le tariffe di estimo delle unità immobiliari sul territorio nazionale.

Categoria, classe, zona censuaria e tariffa d’estimo: cosa significano

Per capire come viene determinata la rendita catastale è utile distinguere alcuni concetti:

  • categoria catastale: identifica la tipologia e la destinazione dell’immobile, per esempio A/2 per le abitazioni di tipo civile, A/10 per gli uffici o C/1 per negozi e botteghe;
  • classe catastale: distingue, all'interno della stessa categoria, immobili con diverso livello di redditività in relazione alle caratteristiche dell'unità e del contesto;
  • zona censuaria: individua una porzione del territorio comunale con caratteristiche catastali relativamente omogenee;
  • tariffa d’estimo: rappresenta la rendita attribuita a un'unità di consistenza ed è determinata in funzione del Comune, della zona censuaria, della categoria e della classe catastale.

Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria, questi elementi permettono di individuare la tariffa da moltiplicare per la consistenza catastale. Per questo due immobili della stessa superficie possono avere rendite catastali differenti se appartengono a categorie, classi o zone censuarie diverse.

L'Agenzia delle Entrate riporta infatti nella documentazione catastale dati come zona censuaria, categoria, classe, consistenza e rendita catastale.

Esempio di calcolo della rendita catastale

Supponiamo di avere un appartamento signorile (gruppo A, es. A/1) con 5 vani catastali nel comune di Pessano con Bornago. Consultando le tariffe d’estimo, troviamo una tariffa di 1.600 € per vano per la zona/classe di riferimento (valore esemplificativo).

Rendita catastale = vani × tariffa d’estimo = 5 × 1.600 = 8.000 €.

(Per le abitazioni la consistenza si esprime in vani, non in m²; i m² si usano, ad esempio, per molte categorie del gruppo C.)

Come si usa la rendita per il calcolo fiscale (rivalutazione e coefficienti)

Per legge (L. 662/1996) la rendita catastale va rivalutata del 5% prima di applicare i coefficienti/moltiplicatori previsti.

  • Valore catastale ai fini registro/successioni/donazioni (c.d. “prezzo-valore” per abitazioni): rendita × 1,05 × coefficiente (110 “prima casa”; 120 altre abitazioni A e pertinenze C/2–C/6–C/7; 140 B; 60 A/10 e D; 40,8 C/1 ed E).
  • Base imponibile IMU: rendita × 1,05 × moltiplicatore (160 per A, C/2, C/6, C/7 tranne A/10; 140 per B e C/3–C/4–C/5; 80 per A/10 e D/5; 65 per D diverse da D/5; 55 per C/1). Poi il Comune applica l’ aliquota IMU (per mille) sulla base imponibile risultante, non sulla rendita “pura”.»

(Nota: il “coefficiente IMU = 1,60” è sbagliato: il moltiplicatore corretto per le abitazioni è 160; l’aliquota IMU è una percentuale deliberata dal Comune e si applica dopo il moltiplicatore.)

Gruppo/CategoriaEsempi di categorieMoltiplicatore IMUNote
Abitazioni e pertinenzeA (tranne A/10), C/2, C/6, C/7160Valido per abitazioni ordinarie; la qualifica di “abitazione principale” incide sull’ aliquota/detrazioni, non sul moltiplicatore
Gruppo B e alcune CB, C/3, C/4, C/5140Laboratori arti e mestieri (C/3), ecc.
Uffici e D/5A/10, D/580A/10 = uffici; D/5 = istituti di credito
Gruppo D (altri)D (tranne D/5)65Capannoni, opifici, alberghi, ecc.
NegoziC/155Negozi e botteghe
Scorri per confrontare →

Che differenza c'è tra rendita e valore catastale?

Spesso utilizzati come sinonimi, la rendita catastale e il valore catastale sono in realtà due concetti distinti, con finalità diverse e modalità di calcolo altrettanto differenti.

Il valore catastale di un immobile viene determinato per calcolare l’ammontare delle tasse sulle successioni e sulle donazioni, dei tributi catastali e ipotecari e dell’imposta di registro. Per ottenere questo valore occorre conoscere la rendita catastale, da moltiplicare per i coefficienti catastali stabiliti in base alla destinazione d’uso dell’immobile e alla categoria a cui lo stesso sia ascrivibile. Il risultato rappresenta la base imponibile su cui calcolare le tasse.

Le rendite catastali, invece, come abbiamo visto, rappresentano il reddito dell’immobile individuato in base a due parametri, ossia le sue dimensioni e la tariffa di estimo stabilita dall’Agenzia delle Entrate. Calcolare la rendita catastale è, pertanto, funzionale alla ricerca del valore catastale di un immobile.

Quando cambia la rendita catastale e quando deve essere aggiornata?

La rendita catastale non cambia automaticamente perché aumenta o diminuisce il prezzo di mercato dell'immobile. Deve invece essere aggiornata quando intervengono modifiche dell'unità immobiliare che incidono sugli elementi utilizzati per il suo classamento.

Tra i casi più comuni rientrano una nuova costruzione, un ampliamento, un frazionamento o una fusione di unità immobiliari, un cambio di destinazione d'uso e, più in generale, modifiche della consistenza o delle caratteristiche dell'immobile rilevanti ai fini catastali.

Come specificato dall'Agenzia delle Entrate, l'edificazione di nuovi immobili e le variazioni nello stato, nella consistenza o nella destinazione delle unità censite richiedono l'aggiornamento del Catasto dei Fabbricati tramite DOCFA. La dichiarazione viene predisposta da un tecnico abilitato e contiene, quando previsto, una proposta di categoria, classe e rendita catastale, che può successivamente essere sottoposta a verifica dall'Ufficio.

Va distinta questa procedura dalla semplice correzione di dati catastali errati: per errori presenti negli archivi catastali l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche il servizio di istanza per la rettifica dei dati catastali.

Cosa s'intende per rendita catastale presunta?

Per rendita catastale presunta si intende il valore attribuito ai fini fiscali ad un immobile che non è mai stato dichiarato in Catasto, oppure che non è mai stato accatastato in modo corretto. La rendita catastale si dice "presunta" perché viene determinata in via provvisoria, in attesa che venga determinata "definitiva".

Il contribuente è tenuto a dichiarare la rendita catastale presunta fino al momento in cui il Catasto non provvede ad eseguire l'attribuzione della rendita definitiva. È importante notare che nei casi in cui la rendita definitiva presenti delle rettifiche rispetto a quella presunta, il nuovo valore fiscale dell'immobile ha effetti retroattivi sul rapporto tributario: a deciderlo è stata una sentenza della Corte di Cassazione ( Corte di Cassazione, sez. Trib., sentenza n. 21313/2011, Corte di Cassazione, Sez. Unite, sentenza n. 3160/2011, Corte di Cassazione, sez. Trib., sentenza n. 4310/2005).

Fonti

Domande frequenti

La rendita catastale incide sul valore di mercato di una proprietà?

La rendita catastale non è direttamente correlata al valore di mercato di un immobile. Rappresenta un reddito teorico che l'immobile potrebbe generare secondo i parametri fiscali stabiliti, mentre il valore di mercato dipende da vari fattori che influenzano la domanda e l'offerta nel mercato immobiliare, come la posizione dell'immobile, le condizioni strutturali, la dimensione, la disposizione interna, il numero di locali e la vicinanza a servizi pubblici, trasporti, scuole e zone commerciali.

Quando la rendita catastale è particolarmente elevata cosa significa?

Una rendita catastale elevata non significa, di per sé, che il dato sia vecchio o non rivalutato. La rendita dipende da elementi come categoria, classe, consistenza e tariffa d’estimo; la rivalutazione del 5% viene invece applicata successivamente per determinare alcune basi imponibili fiscali e non modifica la rendita iscritta in Catasto. Se si ritiene che categoria, classe, consistenza o altri dati catastali siano errati, è possibile chiederne la rettifica. Se invece l’immobile ha subito variazioni rilevanti ai fini catastali, l’aggiornamento avviene normalmente tramite DOCFA predisposto da un tecnico abilitato.

A chi conviene affidarsi per il calcolo della rendita catastale di un immobile?

È consigliabile affidarsi a figure professionali che abbiano competenze specifiche nel settore immobiliare e fiscale, dal momento che, come abbiamo visto, il valore della rendita catastale determina le imposte da pagare sugli immobili. Possono offrire assistenza nel calcolo della rendita catastale gli esperti del settore immobiliare, come geometri, periti e ingegneri, e i professionisti del settore fiscale, come commercialisti e consulenti fiscali.

Come ottenere una visura catastale gratuita online?

Accedi all’Area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID/CIE/CNS, apri “Visura catastale” e scarica il PDF gratuito; per una semplice verifica della rendita puoi usare anche “Consultazione rendite catastali” a video.

Quando devo fare un DOCFA?

Quando occorre attribuire o variare la rendita/planimetria per nuova costruzione, modifiche che incidono su consistenza/categoria/classe o cambio d’uso; la pratica è predisposta e inviata telematicamente da un tecnico abilitato.

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