Risposta rapida
Dalla rendita catastale è possibile calcolare il valore fiscale dell’immobile, ad esempio la base imponibile IMU o il valore catastale utilizzato nel sistema del prezzo-valore. Non è invece possibile ricavare direttamente il valore di mercato, cioè il possibile prezzo di vendita dell’immobile.
Sintesi
- Dalla rendita catastale si può calcolare il valore fiscale dell’immobile, ma non il suo valore di mercato.
- Per calcolare la base imponibile IMU si applicano i moltiplicatori previsti per le diverse categorie catastali, ad esempio 160 per le abitazioni del gruppo A, esclusa la categoria A/10.
- Nel sistema del prezzo-valore, il coefficiente è 110 per gli acquisti con agevolazioni “prima casa” e 120 per le altre abitazioni.
- Il prezzo-valore può essere richiesto per gli acquisti soggetti a imposta di registro effettuati da persone fisiche e riguardanti abitazioni e relative pertinenze.
- Il valore catastale è utilizzato principalmente per finalità fiscali e non coincide con il valore di mercato, che dipende dalle caratteristiche dell’immobile e dall’andamento del mercato locale.

In questo articolo vedremo se e come è possibile calcolare il valore di un immobile dalla rendita catastale. La rendita permette di determinare alcuni valori fiscali, ma non consente di ricavare direttamente il prezzo di mercato dell’immobile.
Valore immobile, rendita catastale e valore catastale
Partiamo quindi dalla definizione dei tre termini e delle loro differenze, che vediamo bene in questa tabella.
| Concetto | Definizione | Calcolo | Utilizzo |
|---|---|---|---|
| Valore di mercato dell’immobile | Il prezzo stimato al quale l’immobile potrebbe essere venduto sul mercato. | Determinato da fattori come posizione, condizioni, metratura, domanda e offerta, servizi e infrastrutture. | Transazioni di compravendita, valutazione per mutui e prestiti ipotecari, assicurazioni immobiliari. |
| Rendita Catastale | Valutazione economica attribuita a un immobile per calcolare alcune imposte. | Basata su criteri per categorie e classi di immobili, considerando dimensione, posizione e uso. | Calcolo dell'IMU e altre tasse, come l'IRPEF sugli immobili locati. |
| Valore Catastale | Valore economico derivato dalla rendita catastale per calcolare imposte in caso di compravendita, donazione, o successione. | Moltiplicazione della rendita catastale per coefficienti specifici in base al tipo di immobile. | Calcolo delle imposte in caso di compravendita, donazione o successione. |
Come possiamo vedere, si tratta di tre concetti diversi ma tra loro interconnessi. Il valore di mercato interessa chi desidera vendere o acquistare casa. La rendita catastale e il valore catastale riguardano invece principalmente finalità fiscali.
Come calcolare il valore di un immobile dalla rendita catastale?
Si può calcolare il valore di un immobile dalla rendita catastale? Sì, ma soltanto se per “valore” si intende un valore fiscale. Non è invece possibile determinare con questa formula il valore di mercato.
Innanzitutto, occorre precisare che il calcolo basato sulla rendita catastale consente di determinare esclusivamente un valore fiscale dell’immobile (un’operazione necessaria per individuare le imposte da pagare, come ad esempio l’IMU).
Detto ciò, la formula è la seguente:
Rendita Catastale Rivalutata * Coefficiente Catastale in base alla categoria dell’immobile
La formula cambia a seconda della finalità fiscale, ma generalmente parte dalla rendita catastale rivalutata del 5%.
Andiamo a vedere in dettaglio i fattori che compongono questa operazione.
Calcolatore online del valore di un immobile partendo dalla rendita catastale
Calcolatore del valore catastale
Inserisci la rendita catastale non rivalutata e scegli la finalità del calcolo.
Rendita rivalutata del 5%:
Coefficiente applicato:
Valore calcolato:
Il risultato è un valore fiscale, non una stima del prezzo di mercato. Il calcolo IMU restituisce la base imponibile, non l'imposta dovuta. Il prezzo-valore è applicabile esclusivamente nei casi previsti dalla legge.
Rendita Catastale
Il primo fattore è la rendita catastale, cioè il reddito ordinario attribuito all’immobile dal Catasto. Per le unità immobiliari appartenenti alle categorie ordinarie A, B e C, la rendita viene determinata moltiplicando la consistenza catastale per la tariffa d’estimo prevista per la categoria e la classe dell’immobile nella relativa zona censuaria.
Per gli immobili appartenenti alle categorie speciali e particolari D ed E, invece, la rendita catastale viene generalmente determinata mediante stima diretta.
Per consultare il valore della rendita catastale si può procedere tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, che consente di accedere ai dati di rendita su qualsiasi immobile presente sul territorio nazionale. Per farlo occorre indicare la provincia di ubicazione dell’immobile e gli identificativi catastali (comune, sezione, foglio, particella).
Coefficiente catastali in base alla categoria dell’immobile
Il secondo fattore è il coefficiente catastale. I coefficienti catastali sono valori numerici fissi e vengono stabiliti dalla legge per ciascuna categoria catastale:
- Valore catastale per IMU → rendita × 1,05 × 160/140/80/65/55;
- Valore catastale per imposta di registro con il sistema del prezzo-valore → rendita × 1,05 × 110 per gli acquisti con agevolazioni “prima casa” oppure rendita × 1,05 × 120 per gli altri acquisti di immobili a uso abitativo e relative pertinenze. I coefficienti 140, 60 e 40,8 non sono coefficienti del sistema del prezzo-valore.
| Categoria Catastale | Moltiplicatore IMU |
|---|---|
| A (tutte tranne A/10) | 160 |
| C/2, C/6, C/7 | 160 |
| B | 140 |
| C/3, C/4, C/5 | 140 |
| A/10, D/5 | 80 |
| D (tranne D/5) | 65 |
| C/1 | 55 |
Terreni agricoli e aree edificabili: come cambia il calcolo
La formula basata sulla rendita catastale non può essere applicata indistintamente a tutti i beni immobili. Per i terreni agricoli e le aree edificabili, infatti, il dato di partenza e il metodo di calcolo sono differenti.
Ai fini IMU, per i terreni agricoli si utilizza il reddito dominicale risultante in Catasto, rivalutato del 25% e moltiplicato per 135:
Reddito dominicale × 1,25 × 135
Possono comunque essere previste esenzioni, ad esempio per determinati terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali.
Per le aree edificabili non si utilizza né la rendita catastale né il reddito dominicale. La base imponibile IMU corrisponde al valore venale in comune commercio dell’area al 1° gennaio dell’anno di riferimento, determinato considerando ubicazione, capacità edificatoria, destinazione urbanistica e prezzi medi della zona. Il calcolatore presente nell’articolo dovrebbe quindi precisare che è utilizzabile esclusivamente per i fabbricati dotati di rendita.

Esempio di calcolo del valore fiscale di una casa dalla rendita catastale
La formula di base resta: Valore = Rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore. Attenzione: la rendita catastale non è il canone d’affitto.
Caso A — IMU (seconda casa, cat. A/2, rendita 500 €)
Rendita rivalutata: 500 × 1,05 = 525
Moltiplicatore IMU per A/2: 160
Base imponibile IMU: 525 × 160 = 84.000 €
Caso B — Prezzo-valore (imposta di registro sull’acquisto)
- Acquisto “prima casa” (agevolazioni): 500 × 1,05 × 110 = 57.750 €
- Acquisto “non prima casa”: 500 × 1,05 × 120 = 63.000 €
In sintesi: per l’ IMU si applicano i moltiplicatori IMU (es. 160 per A/2); per il prezzo-valore si usano i moltiplicatori dedicati al registro (110 per “prima casa”, 120 per altre abitazioni A e pertinenze C/2–C/6–C/7, ecc.).
I risultati ottenuti non rappresentano il prezzo al quale la casa potrebbe essere venduta. Lo stesso immobile può avere un valore di mercato molto diverso rispetto alla base imponibile IMU o al valore catastale utilizzato per l’imposta di registro.
Rendita al catasto, dove la trovo? Dove trovare la rendita catastale?
La rendita catastale di un immobile è un dato essenziale soprattutto per calcolare la base imponibile IMU e altri valori fiscali collegati alla proprietà o al trasferimento dell’immobile. Ecco come puoi trovarla.
Visura catastale online
Puoi consultare gratuitamente la rendita catastale sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Con il servizio “Consultazione rendite catastali” sono sufficienti gli identificativi catastali dell’immobile; il codice fiscale dell’intestatario viene invece utilizzato per la ricerca tramite il servizio “Risultanze catastali”. Dal 1° gennaio 2025 sono gratuite anche le visure catastali online relative a immobili di cui il richiedente non è titolare.
Servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
Accedendo all'area riservata dei Servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (con SPID, CIE, o CNS), puoi consultare gratuitamente i dati catastali e la rendita degli immobili di tua proprietà.
Catasto presso l'Ufficio dell’Agenzia delle Entrate
Se preferisci, puoi andare di persona presso gli uffici del Catasto o dell’Agenzia delle Entrate della tua zona. Porta con te il codice fiscale e i dati dell'immobile per richiedere la visura.
Portali di terze parti
Esistono anche portali privati che offrono servizi di visura catastale online. Solitamente, questo servizio è a pagamento.
Atto di acquisto dell’immobile
Se possiedi l'atto di acquisto o l'atto di successione, troverai indicata la rendita catastale, anche se potrebbe essere necessario aggiornare i valori consultando il Catasto.
Come calcolare il valore fiscale di un immobile senza rendita catastale
Quando l’immobile non è ancora censito o non dispone di una rendita catastale, non è possibile calcolare direttamente il valore fiscale mediante la formula rendita × 1,05 × coefficiente. Il valore di mercato può invece essere stimato anche senza rendita catastale, utilizzando le caratteristiche dell’immobile e i dati del mercato locale.
In alcune situazioni può essere utilizzata una rendita catastale presunta o proposta. Per i fabbricati mai dichiarati, l’Agenzia delle Entrate può attribuire provvisoriamente una rendita presunta, fermo restando l’obbligo del proprietario di presentare gli atti necessari all’aggiornamento catastale, normalmente tramite un tecnico abilitato.
Anche gli immobili appartenenti alle categorie catastali del gruppo F sono generalmente privi di rendita. Il criterio fiscale da applicare dipende quindi dalla tipologia del bene e dall’imposta considerata. Ai fini IMU, ad esempio, durante i lavori di costruzione, demolizione o ristrutturazione può essere assunto il valore dell’area edificabile fino alla conclusione dei lavori o al primo utilizzo dell’edificio.

Che differenza c'è tra valore immobiliare di mercato e valore catastale?
Il valore immobiliare e il valore catastale sono due modi diversi di valutare un immobile, ciascuno con un proprio scopo e metodo di calcolo.
Il valore immobiliare rappresenta il prezzo effettivo di mercato di un immobile, ossia quanto effettivamente un acquirente pagherebbe per comprarlo. Questo valore è influenzato da numerosi fattori, tra cui la posizione dell'immobile, le sue condizioni, le dimensioni, l'offerta e la domanda nel mercato immobiliare locale, e altre caratteristiche uniche dell'immobile. Questo valore può variare notevolmente nel tempo, a seconda delle condizioni del mercato immobiliare.
Il valore catastale, o valutazione catastale, è un valore fiscale ricavato dalla rendita catastale e utilizzato, a seconda dei casi, per determinare la base imponibile IMU o le imposte sui trasferimenti immobiliari. Non viene invece utilizzato direttamente per calcolare l’IRPEF sugli immobili locati: ai fini delle imposte sui redditi rileva il reddito del fabbricato, determinato secondo le regole previste per la rendita catastale e il canone di locazione, salvo l’eventuale applicazione della cedolare secca. Il valore catastale tende a essere più stabile nel tempo ed è spesso inferiore al valore di mercato dell’immobile.
Calcolo del valore fiscale della seconda casa
“Seconda casa” non è una categoria catastale: indica un immobile non adibito ad abitazione principale. Per evitare confusione, distinguiamo IMU (base imponibile patrimoniale) da Registro/Prezzo-valore (base imponibile per l’imposta di registro in compravendita).
A) IMU (seconda casa)
Formula: Valore catastale IMU = rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore IMU.
Moltiplicatori IMU (principali): 160 per A (tranne A/10) e C/2–C/6–C/7; 140 per B e C/3–C/4–C/5; 80 per A/10 e D/5; 65 per D (tranne D/5); 55 per C/1.
Esempio (A/2, rendita 500 €): 500 × 1,05 = 525 → 525 × 160 = 84.000 € (base imponibile IMU).
B) Registro (Prezzo-valore) in caso di acquisto di seconda casa
Formula: Valore catastale registro = rendita catastale × 1,05 × coefficiente prezzo-valore.
Coefficienti del prezzo-valore: 110 per gli acquisti che beneficiano delle agevolazioni “prima casa” e 120 per gli altri acquisti di immobili a uso abitativo e relative pertinenze. I coefficienti si applicano alla rendita catastale già rivalutata del 5%.
Esempio (acquisto seconda casa A/2, rendita 500 €): 500 × 1,05 × 120 = 63.000 € (base imponibile registro).
Note utili
- La rendita catastale non è il canone d’affitto.
- Per IMU la seconda casa è normalmente soggetta a imposta; l’abitazione principale non di lusso è esente.
- Usa sempre la categoria catastale reale dell’immobile per scegliere il moltiplicatore/coefficienti corretti.
Come calcolare il valore dell’immobile ai fini ISEE
Ai fini ISEE non si utilizzano i coefficienti 110 o 120 previsti per il sistema del prezzo-valore, ma il valore dell’immobile determinato secondo le regole IMU.
Nel quadro FC3 della DSU devono essere indicati gli immobili posseduti al 31 dicembre del secondo anno precedente alla presentazione della dichiarazione. Per una DSU presentata nel 2026, quindi, si considera il patrimonio immobiliare posseduto al 31 dicembre 2024.
Occorre riportare soltanto il valore relativo alla propria quota di possesso, anche quando l’immobile è esente dall’IMU. Deve inoltre essere indicata la quota capitale residua dell’eventuale mutuo contratto per acquistare o costruire l’immobile, calcolata alla stessa data. Tale importo viene sottratto dal valore ai fini IMU durante il calcolo dell’ISEE. Per l’abitazione principale sono poi previste specifiche franchigie e modalità di valorizzazione.
Come determinare il valore di mercato dell’immobile
Se desideri conoscere il possibile prezzo di vendita della casa, la rendita catastale non è sufficiente. Occorre effettuare una valutazione di mercato basata sulle caratteristiche dell’immobile e sui prezzi della zona.
Gli strumenti disponibili online non sono tutti uguali. Ad esempio, il nostro strumento si basa su 70 criteri relativi alle caratteristiche della tua proprietà e alla qualità della posizione della tua proprietà. La cosa interessante è che per la valutazione ti bastano solo 3 minuti e ricevi un rapporto dettagliato via e-mail.
Tramite la stessa e-mail, oltre al report completo della valutazione, ti arrivano anche le istruzioni per poter approfittare di una valutazione gratuita di un esperto immobiliare, di un’ agenzia immobiliare partner nella tua zona. In questo modo avrai la sicurezza di poter definire al meglio il valore del tuo immobile.
Un’altra possibilità è consultare le quotazioni OMI pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, che indicano intervalli orientativi dei valori di mercato per zona e tipologia immobiliare. Le quotazioni OMI non costituiscono una valutazione del singolo immobile e non sostituiscono una stima puntuale effettuata da un professionista.
Fonti
- Calcolo della base imponibile e moltiplicatori IMU, Dipartimento delle Finanze
- Sistema del prezzo-valore e coefficienti per prima casa e altre abitazioni, Agenzia delle Entrate
- Consultazione gratuita della rendita di un immobile, Agenzia delle Entrate
- Richiesta e contenuto della visura catastale, Agenzia delle Entrate
- Consultazione dei valori immobiliari di zona, Agenzia delle Entrate
- Disciplina normativa del sistema del prezzo-valore, articolo 1, comma 497, della Legge 266/2005 Normattiva
Domande frequenti
Posso calcolare il valore di mercato della casa dalla rendita catastale?
No. Dalla rendita catastale è possibile ricavare alcuni valori fiscali, ma non il prezzo di mercato della casa. Per stimarlo bisogna considerare posizione, superficie, condizioni, caratteristiche e compravendite comparabili.
Il valore catastale può essere utilizzato come prezzo di vendita?
Quale coefficiente devo applicare per calcolare il valore catastale della casa?
Nel sistema del prezzo-valore si applica il coefficiente 110 alla rendita catastale rivalutata del 5% se ricorrono le agevolazioni “prima casa” e il coefficiente 120 negli altri acquisti abitativi. Applicando invece il coefficiente direttamente alla rendita non rivalutata, i valori equivalenti sono rispettivamente 115,5 e 126. Il riferimento corretto è alla presenza o meno delle agevolazioni “prima casa”, non al semplice utilizzo dell’immobile come abitazione principale.
Qual è il moltiplicatore IMU per la mia categoria?
La base imponibile IMU si calcola come rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore. I moltiplicatori sono: 160 per A (tranne A/10) e C/2–C/6–C/7; 140 per B e C/3–C/4–C/5; 80 per A/10 e D/5; 65 per D (tranne D/5); 55 per C/1.
Qual è il moltiplicatore prezzo-valore per il mio acquisto?
Quando è applicabile il sistema del prezzo-valore, la base imponibile dell’imposta di registro si calcola moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per 110, se ricorrono le agevolazioni “prima casa”, oppure per 120 negli altri acquisti di immobili a uso abitativo e relative pertinenze.
L’abitazione principale paga l’IMU?
No. L’IMU non è dovuta per l’abitazione principale, salvo che l’immobile sia classificato nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9. L’esenzione si estende alle pertinenze ammesse, nel limite di una unità per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7. Le seconde case sono normalmente soggette all’imposta, salvo specifiche esenzioni o agevolazioni.




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