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Valore Fiscale

Andrea Lazzo
19.01.2026
7 min

Valore Fiscale di un Immobile: Definizione e Calcolo

Risposta rapida

Il valore fiscale (spesso chiamato anche valore catastale) è un valore “standard” calcolato soprattutto dalla rendita catastale e usato come base imponibile per alcune imposte; il valore di mercato, invece, è il prezzo reale a cui un immobile può essere venduto o acquistato e varia in base alla domanda/offerta e alle condizioni dell’immobile.

Sintesi

  • Il valore fiscale serve per tasse e imposte (non per stimare il prezzo di vendita).
  • Si ricava partendo dalla rendita catastale (visura) e applicando rivalutazione e coefficienti previsti.
  • Il valore di mercato dipende da zona, stato, metratura, piano, esposizione, servizi, tempistica e trattativa.
  • A seconda dell’imposta (es. registro “prezzo-valore” vs IMU) possono cambiare moltiplicatori e regole di calcolo.
Infografica che illustra come funziona il valore fiscale di un immobile

Il valore fiscale di un immobile, detto anche valore catastale, è un dato importante poiché contribuisce a fornire alle autorità dati patrimoniali sui quali calcolare tasse e imposte. Come vedremo, questo non va confuso con il valore di mercato, che generalmente è ben più alto. In questa pagina facciamo luce sulla definizione di valore fiscale nel campo immobiliare e presentiamo un esempio di calcolo di facile comprensione.

Cos’è il valore fiscale di un immobile?

Il termine "valore fiscale di un immobile" si riferisce al valore attribuito a un bene immobiliare ai fini fiscali da parte delle autorità fiscali o degli enti preposti alla valutazione patrimoniale. Questo valore viene utilizzato come base per il calcolo delle imposte locali, come l’IMU (Imposta Municipale Propria).

Il valore fiscale (spesso chiamato anche valore catastale) non è una stima “di mercato”: nella maggior parte dei casi si calcola con criteri stabiliti dalla legge, partendo dalla rendita catastale (in visura) e applicando rivalutazione e moltiplicatori previsti per lo specifico tributo o operazione (ad esempio: IMU, imposta di registro con sistema prezzo-valore, successione/donazione). Per questo motivo il valore fiscale può risultare diverso dal valore di mercato dell’immobile.

Il valore fiscale può cambiare se cambia la rendita catastale (ad esempio per variazioni/aggiornamenti catastali) o se intervengono modifiche normative su rivalutazioni e moltiplicatori. Le oscillazioni del mercato immobiliare incidono invece sul valore di mercato (valore venale), non sul valore catastale calcolato da rendita e coefficienti.

I proprietari di immobili dovrebbero essere consapevoli del valore fiscale della loro proprietà, in quanto ciò può avere impatti diretti sulle tasse locali che devono pagare. In alcuni casi, è possibile presentare ricorsi o domande di rivalutazione se si ritiene che il valore fiscale assegnato sia improprio o non rispecchi il valore di mercato effettivo.

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Il valore fiscale equivale al valore catastale?

Sì, nella pratica i due termini vengono spesso usati come sinonimi: quando si parla di “valore fiscale” di un immobile, di solito si intende il valore catastale, cioè un valore calcolato con criteri fissati dalla normativa e basati principalmente sulla rendita catastale.

Attenzione però: a seconda del contesto, “valore catastale” può indicare calcoli simili ma non identici. Per esempio, il valore usato per il sistema prezzo-valore (imposta di registro nelle compravendite tra privati per abitazioni) nasce dalla rendita catastale rivalutata e da specifici moltiplicatori; mentre per l’IMU la base imponibile si calcola ancora dalla rendita rivalutata, ma con moltiplicatori diversi previsti per quel tributo. In altre parole: la logica di partenza è la stessa (rendita + coefficienti), ma i coefficienti cambiano in base all’imposta.

Qual è la relazione tra valore fiscale dell'immobile e rendita catastale?

La rendita catastale è il dato “di base” attribuito dal Catasto all’immobile (e riportato nella visura catastale). Il valore fiscale/valore catastale si ottiene partendo dalla rendita catastale e trasformandola in un valore su cui applicare imposte e tributi, tramite passaggi stabiliti per legge (in genere rivalutazione e moltiplicatori/coefficiente catastale).

In sintesi:

  • rendita catastale = dato catastale di partenza (lo trovi in visura)
  • valore fiscale = rendita “convertita” con rivalutazione e moltiplicatori per ottenere una base imponibile utilizzabile ai fini fiscali
Cos'è il valore fiscale di un immobile

A cosa serve calcolare il valore fiscale di un immobile?

Calcolare il valore fiscale di un immobile è essenziale per diversi scopi, principalmente legati agli aspetti fiscali e tributari. Infatti, si rivela necessario per garantire la corretta valutazione delle imposte locali e per adempiere agli obblighi fiscali associati alla proprietà immobiliare.

Ecco alcune delle principali ragioni per cui è importante determinare il valore fiscale di un immobile:

  • Calcolare le imposte nei trasferimenti: il valore fiscale (valore catastale) è spesso la base di calcolo dell’imposta di registro nel sistema “prezzo-valore”; le imposte ipotecaria e catastale possono essere dovute in misura fissa o proporzionale a seconda del tipo di operazione (ad esempio venditore privato/impresa, regime IVA/registro e agevolazioni applicabili).
  • È la base imponibile per calcolare l’IMU (Imposta Municipale sugli Immobili);
  • Trasmissione di patrimonio: quando un immobile viene ereditato o trasferito, il valore fiscale può influenzare l'imposta di successione o altre imposte legate alla trasmissione del patrimonio. È importante conoscere questo valore per adempiere agli obblighi fiscali correttamente;
  • Valutazione fiscale per investimenti: gli investitori immobiliari devono conoscere il valore fiscale di un immobile per valutare correttamente il rendimento dell'investimento e per calcolare eventuali imposte sul reddito generato dalla proprietà;
  • Base per rivalutazioni periodiche: le autorità fiscali possono rivalutare periodicamente il valore fiscale degli immobili. I proprietari devono essere consapevoli di tali rivalutazioni poiché possono avere un impatto diretto sulle tasse locali.
  • Per il trasferimento con sistema prezzo-valore: questa modalità, esclusiva per gli immobili ad uso abitativo, offre all’acquirente la possibilità di ottenere dei vantaggi fiscali e la riduzione del 30% degli onorari notarili prevista dalla normativa sul “prezzo-valore”. Questa può avvenire solo se l’acquirente è un privato, l’immobile è ad uso abitativo, se viene fatta specifica richiesta al notaio dall’acquirente nell’atto di acquisto e le parti indicano un importo per la cessione.

Come si calcola il valore fiscale di un immobile?

In Italia, il calcolo del valore fiscale di un immobile è una procedura che coinvolge diverse fasi e considerazioni.

Ecco una procedura semplificata che riflette i principi generali:

  1. Procurati la rendita catastale: la trovi nella visura catastale (o tramite il servizio di consultazione rendite catastali dell’Agenzia delle Entrate), dove sono riportati anche categoria, classe e gli altri dati identificativi dell’immobile.. Questo documento contiene la rendita catastale, che è uno degli elementi utilizzati per calcolare il valore fiscale, oltre ad informazioni fondamentali sull'immobile come categoria, classe e numero di vani o superficie in mq.;
  2. Aggiungi un 5% di rivalutazione;
  3. Moltiplica tale risultato per il coefficiente catastale relativo. Questo è pari a:
  • 126 per l’acquisto non agevolato;
  • 115,50 per l’acquisto di “prima casa” con relative pertinenze;
  • 63 per gli immobili appartenenti alla categoria A/10 (uffici) e al gruppo catastale D;
  • 147 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;
  • 126 per gli immobili appartenenti alle Cat.: C/2, C/3, C/4, C/5, C/6, C/7;
  • 42,84 per gli immobili appartenenti alla Cat.: C/1 (negozi) e per gli immobili classificati in categoria E.

Nota: i coefficienti riportati qui sopra sono quelli comunemente usati per il calcolo del valore catastale ai fini dell’imposta di registro (sistema prezzo-valore) e fattispecie analoghe; per l’IMU si applicano moltiplicatori diversi.

Se l’immobile è locato, i canoni di affitto rilevano ai fini delle imposte sui redditi (ad esempio IRPEF/cedolare secca), ma non modificano il valore catastale/fiscale calcolato a partire dalla rendita catastale e dai moltiplicatori previsti.

Tieni presente che le autorità fiscali possono effettuare revisioni periodiche dei valori catastali. In caso di modifiche sostanziali alla proprietà o al mercato immobiliare, il valore fiscale potrebbe essere rivisto.

Se ritieni che il valore fiscale assegnato non rifletta correttamente il valore di mercato effettivo, hai il diritto di presentare ricorsi o richieste di verifica presso l'Agenzia delle Entrate.

Come calcolare il valore fiscale di un immobile

Esempio di calcolo del valore fiscale di un immobile

Qui di seguito facciamo un esempio di calcolo del valore fiscale di un immobile per la vendita. Supponiamo di avere un appartamento con una rendita catastale di 1.000€, valore che abbiamo ottenuto richiedendo la dichiarazione catastale, che non è soggetto ad alcuna agevolazione.

Per calcolare il valore fiscale dell’immobile per vendita occorrerà usare la seguente formula:

VF = (RC + 5%) X Coeff. Cat.

ovvero

VF = (1000€ + 5%) X 126 = 1050€ x 126 = 132.300€

Per il nostro esempio, il valore fiscale dell’immobile sarà pari a 132.300 euro. Per ottenerlo abbiamo moltiplicato la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente catastale di 126, relativo alla compravendita di immobili non soggetta ad alcuna agevolazione.

Per approfondire puoi leggere l’articolo sul calcolo del valore dell’immobile partendo dalla rendita catastale.

Mentre il calcolo del valore fiscale ha una finalità prettamente fiscale, essendo la base del calcolo di tasse e imposte, il valore di mercato rappresenta il prezzo al quale può essere potenzialmente messo in vendita un immobile. Il valore fiscale si muove entro limiti ben precisi, mentre il valore di mercato effettivo dipende da numerosi parametri dinamici e temporanei. Inoltre, il prezzo finale di un immobile viene stabilito solo dall’accordo tra le due parti nel contratto di compravendita.

Il calcolo del valore catastale si fa allo stesso modo?

Dipende da quale imposta stai considerando, ma il principio è comune: si parte dalla rendita catastale e si applicano rivalutazione e moltiplicatori.

  • Per il prezzo-valore (imposta di registro in molte compravendite di abitazioni tra privati): si usa la rendita catastale rivalutata (tipicamente +5%) e un moltiplicatore previsto per quel caso (con differenze tra “prima casa” e non).
  • Per l’IMU: la base imponibile deriva sempre dalla rendita rivalutata del 5%, ma si applicano moltiplicatori IMU che variano per categoria catastale (e sono diversi da quelli “tipici” richiamati spesso nel linguaggio comune per il valore catastale da compravendita).

Quindi: schema simile, coefficienti diversi a seconda dell’obiettivo fiscale.

Fonti

FAQ

Qual è il ruolo del coefficiente di rendita nel calcolo del valore fiscale di un immobile?

Nel calcolo del valore fiscale (valore catastale) si parte dalla rendita catastale e, a seconda del tributo/operazione, la si rivaluta e si applicano moltiplicatori stabiliti dalla legge (non dal Comune). Il risultato è una base imponibile/valore catastale utilizzata per calcolare alcune imposte (ad esempio IMU o imposta di registro nel sistema prezzo-valore).

Quali sono le possibili detrazioni o agevolazioni che possono influenzare il valore fiscale di una casa?

Le detrazioni e le agevolazioni fiscali possono influenzare il valore fiscale di un immobile. Ad esempio, la presenza di specifiche detrazioni per la residenza principale o per determinate categorie di proprietà può ridurre l'ammontare dell'IMU o di altre imposte locali (il coefficiente catastale utilizzato per il calcolo del valore fiscale per le prime case, infatti, è di 115,50 anziché 126). È importante essere a conoscenza di queste possibilità, poiché possono avere un impatto significativo sul carico fiscale associato alla proprietà.

Come posso contestare o richiedere la rivalutazione del valore catastale della mia casa?

Se ritieni che il valore catastale assegnato alla tua casa non rifletta correttamente il suo valore di mercato, puoi presentare una richiesta di variazione presso l'Agenzia delle Entrate. Questo processo coinvolge la presentazione di documenti e prove che giustifichino la richiesta di rivalutazione. Tuttavia, è importante notare che la richiesta sarà valutata in base a criteri specifici e che dovresti consultare un professionista fiscale per assistenza.

Come posso trovare il valore dichiarato di un immobile?

Il valore dichiarato (cioè il prezzo indicato) si trova nel rogito notarile/atto di compravendita e nella relativa documentazione registrata: se non hai una copia dell’atto, puoi richiederla al notaio che ha stipulato o, se sei parte dell’atto, ottenere la documentazione tramite i canali competenti (in base al tipo di richiesta e ai tuoi titoli di accesso).

Dove posso trovare il valore catastale di un immobile?

Nella visura catastale trovi la rendita catastale, la categoria e gli altri dati necessari: il “valore catastale” in senso fiscale si ottiene poi applicando rivalutazione e moltiplicatori previsti per lo specifico tributo o operazione (compravendita con prezzo-valore, IMU, successione, ecc.).

Andrea Lazzo
Andrea Lazzo è nato a Bari nel 1980 e dal 2009 lavora nel campo della SEO per diverse aziende italiane, estere e multinazionali, nel campo finanziario e immobiliare. Si è specializzato nel settore del real estate in cui opera da oltre 5 anni, con un particolare focus sulle statistiche del mercato immobiliare, estimo e normative vigenti riguardanti le tematiche più richieste da chi desidera vendere e acquistare casa. Il suo obiettivo è di creare un contenuto realmente utile per l'utente, con un linguaggio il più ampiamente comprensibile anche per i temi più tecnici e burocratici.