Dichiarazione di Successione

Jessica Maggi
12.06.2024
7 min

Dichiarazione di Successione: Istruzioni per Eseguirla Correttamente

Facciamo luce sulla dichiarazione di successione, il punto di partenza per l’adempimento degli obblighi fiscali legati a un’eredità. Scopriamo che cos’è, chi la deve presentare e quali sono i documenti da predisporre per la sua realizzazione.

Cos’è la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione è un documento con cui viene comunicato all’Agenzia delle Entrate il subentro degli eredi nel patrimonio di un defunto. In altre parole, la presentazione di questo documento consente allo Stato di individuare il patrimonio ereditario e gli eredi subentranti, nonché di determinare le imposte dovute. 

Con la dichiarazione di successione, compiutamente regolamentata dal decreto legislativo numero 346 del 31 ottobre 1990, gli eredi di una persona venuta a mancare comunicano all’Agenzia delle Entrate il passaggio di proprietà di determinati beni e titolarità di capitali appartenuti al defunto.

Si tratta, quindi, di un documento d’importanza primaria nell’ambito della successione ereditaria, da presentare entro 12 mesi dalla data di apertura della successione e, comunque, prima che si compia qualsiasi atto che possa comportare mutamenti nel patrimonio ereditario.

La dichiarazione di successione rappresenta il punto di partenza per l’adempimento degli obblighi fiscali legati a un’eredità. In base a quanto indicato nella stessa vengono determinate le imposte dovute, secondo quanto previsto dal quadro normativo in vigore. 

Cosa contiene una dichiarazione di successione?

Dichiarazione di successione

In base a quanto indicato nell’articolo 29 del suddetto decreto legislativo numero 346 del 31 ottobre 1990, nella dichiarazione di successione occorre indicare le attività e passività del patrimonio ereditario del defunto. Nello specifico, le attività includono: 

  • titoli di qualunque natura risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi del defunto;
  • beni immobili e titoli al portatore di proprietà del defunto o registrati a suo nome;
  • beni mobili, denaro e gioielli computabili nella percentuale del 10% del valore complessivo dell’asse ereditario;
  • beni e diritti compresi nell’attivo ereditario, inclusi quelli alienati negli ultimi 6 mesi, secondo quanto indicato nell’articolo 10 dal sopraccitato decreto legislativo numero 346 del 31 ottobre 1990;
  • quote e azioni possedute dal defunto partecipante a società di capitali.

Le passività includono:

  • debiti ereditari già presenti al momento del decesso del de cuius
  • spese mediche sostenute dagli eredi per il defunto nei suoi ultimi 6 mesi di vita;
  • spese funebri.

Nel documento occorre altresì indicare: 

  • dati che consentano al fisco di identificare il de cuius, gli eredi, i legatari testamentari o i chiamati all’eredità;
  • valore netto dell’asse ereditario, ossia la differenza tra il valore totale degli attivi e dei passivi dell’eredità; 
  • riduzioni e detrazioni con relativi documenti probatori.

La mancanza di tali informazioni può determinare l’irregolarità della dichiarazione di successione ai sensi dell’articolo 32 del sunnominato decreto legislativo numero 346 del 31 ottobre 1990. 

Come fare la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione può essere presentata: 

  • tramite l’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza nota del defunto;
  • per via telematica attraverso il software messo a disposizione dal portale dell’Agenzia delle Entrate.

Qualora non fosse nota l’ultima residenza del defunto, la dichiarazione di successione deve essere obbligatoriamente inviata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Roma 6. 

Il contribuente può scegliere di presentare la dichiarazione personalmente o affidandosi a un intermediario abilitato o un centro di assistenza fiscale.

Si segnala che in caso di successioni aperte prima del 3 ottobre 2006 non ci si può avvalere della modalità telematica. Occorre necessariamente recarsi all’ufficio territoriale competente, compilare il modello 4 e allegare la documentazione richiesta. Al limite la dichiarazione può essere inviata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, ma non online per via telematica. 

Dichiarazione di successione precompilata sul sito dell’Agenzia delle Entrate 

Si segnala che, accedendo alla propria area riservata sul portale dell’Agenzia delle Entrate, i contribuenti possono accedere a una dichiarazione di successione precompilata in parte con i dati e le informazioni in possesso dell’Agenzia. 

Le informazioni sono automaticamente inserite nelle relative sezioni di cui si compone il modello dichiarativo, facilitando notevolmente l’operazione. Inoltre, il contribuente è guidato nella procedura da seguire sia per compilare una nuova dichiarazione di successione con contestuale richiesta di voltura catastale degli immobili sia dichiarazioni sostitutive di documenti già presentati. In sostanza, con la dichiarazione di successione precompilata, il contribuente deve solamente confermare o eventualmente modificare le informazioni già inserite in via automatica.

Con la dichiarazione telematica, anche il calcolo dell’imposta ipotecaria, catastale, di bollo e di successione viene effettuato in automatico, sollevando il contribuente dall’onere di dover eseguire autonomamente il calcolo delle somme da versare in autoliquidazione.

Quali documenti predisporre per la dichiarazione di successione?

In ottemperanza a quanto disposto dall’articolo 30 del suddetto decreto legislativo numero 346 del 31 ottobre 1990, per la realizzazione della dichiarazione di successione è necessario predisporre i seguenti documenti:

  • certificato di morte;
  • copia della sentenza dichiarativa di morte presunta nel caso in cui fossero trascorsi oltre 10 anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia dello scomparso;  
  • fotocopia del codice fiscale del de cuius e dei soggetti che ereditano i suoi beni;
  • fotocopia di un documento di identità in corso di validità di tutti gli eredi;
  • certificato di stato di famiglia del defunto; 
  • certificato di stato di famiglia degli eredi e legatari testamentari in rapporto di parentela o affinità con il defunto;
  • documenti di prova della parentela naturale; 
  • atti di provenienza degli immobili intestati al defunto;
  • documenti tecnici relativi agli immobili intestati al defunto, come planimetrie catastali, mappale ed elaborati planimetrici;
  • atti di donazione stipulati dal defunto in favore degli eredi;
  • dichiarazione bancaria di sussistenza e consistenza di mutui ipotecari, conti correnti, investimenti finanziari, fondi comuni di investimento e obbligazioni;
  • dichiarazione societaria di titolarità di quote e azioni;
  • copie autentiche del testamento e degli atti di ultima volontà su cui è basata la successione;
  • fatture relative a spese mediche e funebri.

Si segnala che l’Agenzia delle Entrate aggiorna regolarmente il modello dichiarativo, le procedure e le modalità di inoltro della dichiarazione di successione emanando provvedimenti consultabili sul sito ufficiale. Consigliamo, pertanto, di controllare di volta in volta direttamente sul portale dell’Agenzia l’elenco aggiornato dei documenti da predisporre, per non rischiare di compromettere l’efficacia dell’intera procedura.

Chi fa la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione deve essere presentata da: 

  • eredi, legatari testamentari e chiamati all’eredità, a meno che vi abbiano espressamente rinunciato;
  • rappresentanti legali degli eredi o legatari testamentari;
  • immessi nel possesso dei beni, in caso di dichiarazione di morte presunta;
  • amministratori dell’eredità;
  • curatori delle eredità giacenti, nominati dal tribunale per amministrare l’eredità in caso di rinuncia degli eredi;
  • trustee
  • esecutori testamentari, incaricati dal defunto per l’esecuzione delle sue volontà.

Non devono necessariamente presentare la dichiarazione di successione il coniuge e i parenti in linea retta del defunto ai quali sia devoluta l’eredità, nel caso in cui l’attivo ereditario abbia un valore lordo non superiore a 100.000 euro e non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari.

Quando si è esonerati da presentare la dichiarazione di successione?

Ai sensi dell’articolo 28 del summenzionato decreto legislativo numero 346 del 31 ottobre 1990, sono esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione di successione i legatari testamentari e i chiamati che abbiano espressamente rinunciato al legato o all’eredità. In questo caso occorre inviare a mezzo raccomandata all’Agenzia delle Entrate una copia del verbale di rinuncia.

Cosa succede dopo la dichiarazione di successione?

Una volta presentata la dichiarazione di successione, è possibile monitorare lo stato di elaborazione delle ricevute telematiche e richiedere l’attestazione di avvenuta presentazione della dichiarazione in formato elettronico, necessaria per ottenere lo sblocco dei conti e lo svincolo delle somme.

Dopo la presentazione della dichiarazione di successione occorre procedere alla voltura catastale delle proprietà immobiliari a favore di eredi e legatari testamentari, nelle corrette proporzioni.

È possibile modificare la dichiarazione qualora, dopo la presentazione, si verificassero eventi o situazioni che comportino mutamenti nella devoluzione dell’eredità. In tal caso occorre presentare una dichiarazione integrativa, sostitutiva o modificativa. 

Come si fa una dichiarazione di successione integrativa, sostitutiva o modificativa? 

La modifica di una dichiarazione di successione può essere effettuata compilando una dichiarazione integrativa, sostitutiva o modificativa, che consente di integrare, modificare e correggere quanto già presentato. 

Facciamo un esempio. Supponiamo di accorgerci che nell’asse ereditario dichiarato non erano stati inseriti alcuni beni. Possiamo modificare la dichiarazione di successione già presentata compilando una dichiarazione integrativa sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per presentare una dichiarazione di successione integrativa, sostitutiva o modificativa di una dichiarazione precedentemente presentata con il sopracitato modello 4 è necessario recarsi presso l'ufficio territoriale dell'Agenzia in cui era stata presentata la prima dichiarazione e continuare a utilizzare lo stesso modello. 

Tre punti chiave
  • La dichiarazione di successione è un documento che consente allo Stato di individuare il patrimonio di un defunto e gli eredi subentranti e di determinare le imposte dovute.
  • La dichiarazione di successione deve essere presentata, salvo i casi di esonero, entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che in genere coincide con il momento del decesso del de cuius.
  • Nella dichiarazione di successione occorre indicare le attività e passività del patrimonio ereditario del defunto.

Fonti 

FAQ

Cosa succede in caso di dichiarazione di successione presentata da un solo erede?

Qualora vi fossero più obbligati a presentare la dichiarazione di successione, in genere è sufficiente che provveda uno solo di essi. Solitamente basta presentare una dichiarazione, quindi un solo modello valido per tutti.

Cosa succede se si presenta la dichiarazione di successione in ritardo?

In caso di dichiarazione di successione tardiva sono previste sanzioni amministrative che in genere aumentano all’aumentare del ritardo. 

Come posso recuperare una dichiarazione di successione?

È possibile recuperare una copia conforme di una dichiarazione di successione in qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate, solitamente in 7 giorni.

Jessica Maggi
Copywriter freelance con esperienza ultradecennale sia sul web che sulla carta stampata, con focus specifico nel settore immobiliare, fiscale, tributario e delle costruzioni. Laureata all’Università degli Studi di Milano, scrive sia in italiano che in inglese.