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Come Funzionano le Case a 1 Euro in Italia?

Jessica Maggi
19.01.2026
10 min
Risposta rapida

Le case a 1 euro presentano un prezzo simbolico: per comprarle bisogna partecipare a un bando comunale e accettare obblighi e costi (progetto di ristrutturazione, garanzie, tempi stretti e spese tecniche/fiscali). In pratica, conviene solo se hai budget e piano chiaro per i lavori.

Sintesi

  • Cos’è: iniziativa dei Comuni per ripopolare borghi e recuperare immobili abbandonati.
  • Come si compra: tramite bando pubblico con regole, requisiti e procedura definite dal Comune.
  • Cosa serve quasi sempre:
    • presentare un progetto di ristrutturazione entro poche settimane/mesi;
    • sottoscrivere una polizza fidejussoria (garanzia per il Comune);
    • rispettare termini di avvio e fine lavori (spesso entro 12 mesi dall’acquisto).
  • I costi veri: lavori (anche importanti), tecnici (architetto/ingegnere), permessi, oneri, allacci, imposte e spese notarili/catastali.
  • Attenzione: non tutti i Comuni hanno bandi attivi in ogni momento; la disponibilità cambia e va verificata sui siti comunali.
Infografica che spiega come funzionano le case a 1 euro in Italia

In vari comuni italiani da tempo vengono pubblicizzati immobili in vendita al prezzo simbolico di un euro. È davvero così? Veramente si possono acquistare case a 1 euro? Facciamo luce su questa iniziativa e illustriamo come funziona e quali sono i requisiti richiesti, le procedure e le eventuali restrizioni.

Come funziona il progetto delle case a un euro in Italia?

Il progetto delle case a 1 euro è un'iniziativa urbanistica a scopo sociale, avviata dalle amministrazioni comunali in svariate aree geografiche italiane con il fine di:

  • favorire il ripopolamento di centri minori e aree ormai pressoché disabitate;
  • rivitalizzare le zone in difficoltà e poco popolate;
  • contrastare il declino demografico;
  • recuperare il patrimonio edilizio esistente;
  • valorizzare il patrimonio immobiliare sottoutilizzato;
  • recuperare e valorizzare immobili che già versano in stato di abbandono, per evitare che perdano ulteriormente valore e diventino difficilmente reinseribili sul mercato immobiliare.

Il progetto prevede che vengano messi in vendita immobili a prezzi simbolici. Procedendo con l’acquisto, l’acquirente si impegna ad approntare migliorie e interventi necessari a renderli vivibili e fruibili. Affidare i lavori di ristrutturazione, risanamento e consolidamento strutturale a imprese edili della zona contribuisce altresì a produrre benefici per l’economia locale.

Il progetto delle case a un euro è stato lanciato in vari territori, comuni e frazioni in Italia, situati principalmente in aree remote, rurali e montane in Sicilia, Sardegna, Toscana, Valle d'Aosta, Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Molise. Si tratta perlopiù di zone a rischio di spopolamento, dove i giovani hanno la propensione ad allontanarsi per stabilirsi altrove.

L’idea di concedere a prezzo agevolato case che rischierebbero di rimanere inesorabilmente vuote e sfitte serve a contrastare lo spopolamento di tali aree e attirare l’interesse degli acquirenti, affinché vi stabiliscano il proprio domicilio, vi trascorrano periodi di villeggiatura o avviino attività imprenditoriali, come agriturismi e strutture ristorative e ricettive.

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Come comprare una casa a 1 euro?

Per ogni nuovo annuncio di vendita di una casa a un euro, l’amministrazione comunale competente si impegna a:

  • definire le regole, i requisiti e le modalità di acquisto e renderli noti attraverso uno specifico bando pubblico;
  • promuovere l’iniziativa;

Prima di procedere è fondamentale leggere con la massima attenzione il bando di vendita e assicurarsi di comprendere appieno tutte le disposizioni e gli obblighi indicati.

Requisiti per comprare case a 1 euro

Per poter procedere con l’acquisto di una casa a 1 euro è necessario soddisfare specifici requisiti, che possono variare da comune a comune. Indichiamo di seguito i requisiti che, in linea generale, sono richiesti per effettuare questo tipo di operazione.

1. Presentare un progetto di ristrutturazione

Prima di arrivare al contratto di compravendita, per prima cosa occorre presentare un progetto completo di ristrutturazione e destinazione d’uso dell’immobile in questione entro due, tre o sei mesi, a seconda del bando. È richiesto che, unitamente al progetto, vengano indicate le tempistiche previste per i lavori.

Per accertarsi dell’effettiva fattibilità del progetto è necessario rivolgersi all'Ufficio Tecnico del comune in cui è ubicato l’immobile in vendita a un euro.

2. Stipulare una polizza fidejussoria

Per assicurare che gli interventi di ristrutturazione, risanamento e consolidamento strutturale vengano effettivamente svolti, chi acquista una casa a un euro è tenuto a sottoscrivere una polizza fidejussoria di importo variabile, che funga da garanzia per il comune di riferimento.

Si tratta di una polizza che la Corte di Cassazione ha ricondotto alla c.d. assicurazione fideiussoria, qualificandola come figura intermedia tra il versamento cauzionale e la fideiussione (Cass. civ., sez. II, sentenza n. 1724/2016).

La polizza fidejussoria si estingue una volta completati i lavori e dimostrato che l’organismo edilizio in questione sia stato adeguatamente ristrutturato.

3. Rispettare i termini stabiliti per la ristrutturazione

Se si decide di procedere con l’acquisto di una casa a un euro, occorre rispettare i termini stabiliti dal bando comunale: di norma è previsto un termine per avviare i lavori (spesso alcuni mesi) e un termine più lungo per completarli (frequentemente 2–3 anni), ma può variare da Comune a Comune.

Di solito è richiesto che le operazioni vengano avviate entro un paio di mesi dall’ottenimento dei permessi, talvolta anche prima. Come accennato, i requisiti possono variare da un comune all'altro.

Case a 1 euro

Dove si trovano le case a 1 euro nelle varie regioni in Italia (quali comuni)

Qui di seguito forniamo alcune indicazioni sui comuni delle regioni italiane in cui è presente l'iniziativa.

Case a 1 euro in Toscana, Sicilia, Lombardia, Lazio, Veneto e Liguria

Toscana

  • Fabbriche di Vergemoli (LU) – Il Comune pubblica una sezione dedicata alle “Case a 1€” con informazioni e disponibilità.
  • Montieri (GR) – Comune storicamente associato al modello “case a 1 euro”; utile verificare eventuali riaperture/atti aggiornati perché non risulta un bando recente chiaramente pubblicato sul sito comunale.

Sicilia

  • Gangi (PA) – Iniziativa “Case a 1 euro” attivata con documentazione/avvisi comunali.
  • Cammarata (AG) – Pagina comunale dedicata al progetto “Case a 1€” (linee guida e modalità).
  • Mussomeli (CL) – Documentazione comunale (bando/modulistica) legata al progetto “case a 1 euro”.
  • Calatafimi Segesta (TP) – Bando comunale per cessione di immobili al prezzo simbolico.
  • Piazza Armerina (EN) – Sezione servizi del Comune dedicata al progetto “Case a 1 euro”.
  • Sambuca di Sicilia (AG) – Comune molto noto per l’iniziativa; negli ultimi anni sono comparsi bandi anche a prezzo simbolico diverso (es. 2/3 euro). Se ti serve “solo 1 euro”, conviene indicarlo come progetto affine e rimandare al Comune per la disponibilità attuale.

Lombardia

  • Montalto Pavese (PV) – Iniziativa riportata dalla stampa locale (avvio del progetto, mappatura immobili e impostazione operativa).
    (Per dettagli e aggiornamenti conviene monitorare gli avvisi comunali: i progetti nuovi spesso partono con “manifestazioni di interesse” prima della vetrina.)

Lazio

  • Graffignano (VT) – frazione Sipicciano – Il Comune ha una pagina ufficiale e linee guida dedicate all’iniziativa “Case a 1 euro”.
  • Maenza (LT) – Progetto “Patto per il Centro Storico” (iniziativa raccontata da fonti immobiliari/nazionali; utile verificare contatti e aggiornamenti presso il Comune).
  • Santi Cosma e Damiano (LT) – Progetto riportato da stampa specializzata (bando/iniziativa).
  • Patrica (FR) – Il Comune ha avuto una “vetrina case a 1 euro”, ma risulta non più disponibile; la stampa segnala anche difficoltà operative/sospensione.

Veneto

  • Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti (VI) – Progetto “Green Communities… – Case a 1 euro” che coinvolge questi comuni:
    Monte di Malo, Piovene Rocchette, Posina, Recoaro Terme, San Vito di Leguzzano, Santorso, Schio, Torrebelvicino, Valdagno, Valli del Pasubio.

Liguria

  • Triora (IM) – Il Comune ha pubblicato bandi/avvisi per “case a 1 euro” (documentazione comunale).
  • Pignone (SP) – Esiste un regolamento/documentazione collegata al progetto (spesso ripresa anche da guide nazionali).
  • Santo Stefano d’Aveto (GE) – Segnalato in guide e stampa nazionale come comune aderente al modello.

Case a 1 euro in Emilia Romana, Campania, Friuli Venezia Giulia, Umbria

Emilia Romagna

  • Casteldelci (RN) – Atti amministrativi comunali con allegati dedicati (avviso e linee guida “Case a 1 euro”).

Campania

  • Zungoli (AV) – Pagina comunale dedicata alle “Case a 1 euro”.
  • Pietramelara (CE) – Pagina comunale sul progetto “Case ad un euro nel borgo di Pietramelara” (modalità e modulistica).
  • Bisaccia (AV) – Documentazione di bando/manifestazione di interesse legata al Comune (iniziativa nota e ripresa da più fonti locali).
  • Altavilla Silentina (SA) – Iniziativa citata in ambito locale; in alcune ricostruzioni risulta sospesa per mancanza di immobili (da verificare sul Comune prima di inserirla come “attiva”).

Friuli Venezia Giulia

  • Ad oggi, non risultano iniziative comunali continuative e strutturate sul format “case a 1 euro” in Friuli Venezia Giulia; più frequentemente si trovano altri incentivi per attrarre residenti o favorire ristrutturazioni. Verifica comunque eventuali novità sui siti dei Comuni.

Umbria

  • Non risultano comuni umbri aderenti in modo stabile al format “case a 1 euro” (alcune fonti riportano esplicitamente che l’Umbria non ha aderito al modello).

Quali comuni vendono case a 1 euro vicino al mare in Italia?

Qui l’attenzione va posta su un punto: molti “borghi a 1 euro” non sono sul lungomare, ma nell’entroterra a distanza ragionevole da località balneari (spesso 20–60 minuti d’auto). Non è detto che possano essere acquistatate per affittarle come case vacanze. In diverse guide vengono citati, tra gli altri:

  • Taranto (Puglia) – Iniziative/edizioni “case a 1 euro” nell’area della Città Vecchia (contesto urbano costiero).
  • Cinquefrondi (Calabria) – Comune spesso indicato tra quelli con progetti “case a 1 euro”, non lontano dalla costa tirrenica.
  • Pignone (Liguria) – Nell’area spezzina, vicino alle Cinque Terre (quindi “mare vicino”, pur non essendo comune costiero).
  • Mussomeli (Sicilia) e Piazza Armerina (Sicilia) – Spesso citati nelle mappe “vicino al mare” (pur essendo comuni interni: conviene indicare chiaramente che si tratta di entroterra).

Comprare casa a un euro è veramente così conveniente?

Chi acquista una casa a 1 euro deve sostenere un ingente esborso per approntare gli interventi necessari a rendere effettivamente fruibile la proprietà. I costi relativi ai lavori di ristrutturazione, risanamento, consolidamento strutturale, miglioramento e rivalutazione sono completamente a carico dell’acquirente. Talvolta può essere necessario procedere con una totale demolizione e ricostruzione. Può anche capitare che le case in vendita a un euro non siano collegate alle reti pubbliche. È, quindi, necessario valutare anche gli eventuali costi di gestione e allaccio alla rete pubblica.

Oltre al prezzo simbolico e le spese relative alle opere di ristrutturazione occorre mettere in conto anche gli oneri relativi all’acquisto della proprietà, tra cui:

  • spese di accatastamento;
  • imposte ipocatastali;
  • elaborazione del progetto di ristrutturazione da parte di un architetto o un ingegnere;

È altresì opportuno calcolare le spese burocratiche da sostenere per il rilascio di permessi edilizi, autorizzazioni ed eventuali licenze di demolizione e ricostruzione, nonché gli oneri di urbanizzazione. Inoltre, se ci si affida a un’agenzia immobiliare, va conteggiata anche la provvigione della stessa.

Cosa fare se si vuole comprare una casa gratis o a 1 euro?

Innanzitutto, occorre valutare obiettivamente lo stato in cui versa la proprietà in questione. Quando si acquista una casa a 1 euro, nella stragrande maggioranza dei casi si ha a che fare con strutture edilizie datate, in stato di totale abbandono e talvolta al limite della fatiscenza e a rischio di crollo. Difficilmente un immobile venduto al prezzo simbolico di 1 euro è adatto alle esigenze della vita contemporanea.

Capita molto spesso che le case a 1 euro sul mare, in montagna o in collina presentino cornicioni e balconi pericolanti e impianti non a norma o del tutto assenti. La soluzione più saggia è affidarsi a un agente immobiliare esperto e competente, che esegua un’accurata valutazione immobiliare, esamini attentamente le effettive condizioni strutturali, architettoniche, impiantistiche e manutentive dell’edificio, verifichi l’eventuale presenza di irregolarità, difformità o abusi edilizi ed elabori una stima sull'entità, i tempi e i costi degli interventi necessari a rendere vivibile la struttura.

Case abbandonate in regalo: esiste questa opzione? E dove?

Sì, può esistere, ma quasi mai nel senso “prendo la proprietà gratis e basta”. Nella pratica, le strade sono queste (con differenze importanti):

1) Donazione/cessione gratuita tra privati (la casa è gratis, ma i costi no)

Un proprietario può donare un immobile (anche fatiscente) a un’altra persona: il prezzo è zero, però restano atto notarile, imposte e spese (e spesso conviene valutare bene anche eventuali lavori e responsabilità).

2) Regolamenti comunali sui “beni/immobili abbandonati” (cessione gratuita… spesso al Comune)

In alcuni comuni esistono regolamenti in cui i proprietari possono cedere a titolo gratuito immobili degradati/abbandonati al Comune, che poi può rimetterli in circolo con avvisi (a volte con corrispettivo simbolico, oppure con formule come diritto di superficie). Esempi citabili:

  • Massafra (TA) – avviso/regole su cessione volontaria e successiva assegnazione/valorizzazione.
  • Gandino (BG) – regolamento comunale con cessione volontaria a titolo gratuito e strumenti di riuso (anche a valore simbolico).
  • Cortazzone (AT) – regolamento sull’acquisizione e gestione di immobili in stato di abbandono, con possibilità di cessione volontaria.

Qui la “casa gratis” non è una vendita a 0€: è più spesso un meccanismo di recupero del patrimonio in cui il Comune fa da regia (e chi riceve l’immobile di solito assume obblighi e costi).

3) Comodato d’uso gratuito / affitto a 0 (vivi gratis, ma non diventi proprietario)

Esistono iniziative in cui l’immobile viene concesso gratuitamente per un periodo (in cambio di requisiti, residenza, manutenzione, ecc.). Esempi citati da portali e fonti locali:

  • Lavenone (BS) – case concesse gratuitamente per attrarre giovani coppie/nuovi residenti (formula “affitto/uso gratuito” temporaneo).
  • CoLiving in Trentino (Luserna e Canal San Bovo) – alloggi concessi in comodato/uso gratuito per alcuni anni a chi si trasferisce e lavora sul territorio.

4) Immobili pubblici o confiscati: concessioni gratuite (di solito a enti, non a privati)

Un altro canale è la concessione/assegnazione di immobili per finalità sociali: spesso riguarda associazioni/enti del Terzo settore, non l’acquisto da parte di un privato come abitazione.

In sintesi: la “casa abbandonata gratis” è possibile come donazione o come uso gratuito temporaneo, oppure tramite percorsi comunali di recupero; però, anche quando il prezzo è zero, restano quasi sempre costi, vincoli e obblighi di ristrutturazione/manutenzione.

Fonti

FAQ

Dove acquistare case a 1 euro?

La lista aggiornata dei comuni italiani aderenti all’iniziativa delle case a 1 euro è disponibile online. La maggior parte degli immobili in vendita a prezzo agevolato si trova in Sicilia. 

Posso comprare un immobile a un euro e adibirlo a bed and breakfast?

Dipende dal bando comunale e dalla normativa locale (urbanistica e ricettiva). In alcuni casi è ammesso destinare l’immobile a progetti turistici (es. casa vacanze/B&B), in altri possono esserci vincoli (ad esempio obbligo di residenza, destinazioni d’uso limitate, tempi minimi prima di rivendere/locare). Prima di impostare un progetto ricettivo, verifica destinazione d’uso, regolamenti comunali e condizioni del bando.

Se compro una casa a un euro posso occuparmi personalmente dei lavori senza affidarmi a un’impresa edile locale?

Quando si acquista una casa a un euro, è del tutto improbabile che ci sia solo da dare un’imbiancata. Nella maggior parte dei casi si tratta di immobili al limite della fatiscenza e a rischio di crollo, che richiedono urgenti, massicci interventi di ristrutturazione, se non addirittura di totale demolizione e ricostruzione. Pertanto, è necessario che i lavori siano progettati e gestiti da un tecnico abilitato e realizzati nel rispetto delle norme edilizie: per le opere strutturali e per gli impianti è in genere richiesto l’intervento di imprese abilitate e installatori certificati; per altre lavorazioni, se il bando lo consente, può essere possibile anche l’esecuzione in economia.

Jessica Maggi
Copywriter freelance con esperienza ultradecennale sia sul web che sulla carta stampata, con focus specifico nel settore immobiliare, fiscale, tributario e delle costruzioni. Laureata all’Università degli Studi di Milano, scrive sia in italiano che in inglese.
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