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Con la Procura Speciale a Vendere un Immobile Chi Incassa il Prezzo di Vendita?

Jessica Maggi
26.01.2026
5 min
Risposta rapida

Con una procura speciale a vendere, il prezzo di vendita spetta sempre al proprietario-venditore (rappresentato). Il procuratore può incassare materialmente (ricevere assegno/bonifico, rilasciare quietanza) solo se la procura gli attribuisce espressamente il potere di riscuotere e quietanzare; in caso contrario, l’acquirente paga direttamente al venditore (o con modalità “neutrali” come deposito prezzo dal notaio).

Sintesi

  • Il denaro è del venditore, non del procuratore.
  • L’acquirente può pagare al procuratore solo se la procura prevede incasso + quietanza.
  • Per sicurezza: assegno/bonifico intestato al venditore (anche se consegnato al procuratore) oppure deposito prezzo dal notaio.
  • La procura per vendere immobili richiede forma “forte”: atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Infografica che illustra chi incassa nella procura speciale a vendere un immobile

La legge consente ai proprietari di immobili che, per qualsiasi motivo, non si possano occupare personalmente della vendita delle loro proprietà di farsi rappresentare da terzi mediante uno specifico atto redatto o autenticato da un pubblico ufficiale, che prende il nome di procura. Ebbene, conferendo a un soggetto terzo una procura speciale a vendere un immobile chi incassa il prezzo di vendita? L’acquirente a chi dovrà intestare l’assegno? Scopriamolo.

Come funziona una procura speciale a vendere casa?

La procura a vendere è un istituto disciplinato dall’articolo 1387 del codice civile e successivi, che conferisce a un soggetto il potere di agire in nome, per conto e nell’interesse di un’altra persona che mette in vendita un bene immobile di sua proprietà ma è impossibilitata a occuparsene personalmente.

Con una procura speciale a vendere un immobile i soldi a chi vanno? Chi incassa il capitale?

I soldi vanno al venditore, cioè al proprietario dell’immobile (il “rappresentato”). La procura, infatti, non trasferisce la proprietà del prezzo al procuratore: gli dà soltanto il potere di firmare e concludere la vendita in nome e per conto del proprietario.

Detto questo, sul piano pratico bisogna distinguere due situazioni:

  1. Procura a vendere “semplice” (senza potere di incasso)
    Se la procura si limita a autorizzare il procuratore a firmare il contratto, ma non include il potere di riscuotere il prezzo e rilasciare quietanza, allora l’acquirente deve pagare al venditore (per esempio con bonifico sul conto intestato al venditore o con assegno circolare non trasferibile intestato al venditore).
  2. Procura a vendere con potere di riscuotere e quietanzare
    Se la procura prevede espressamente che il procuratore può incassare le somme e rilasciare quietanza liberatoria, l’acquirente può pagare al procuratore (che agisce in nome del venditore). In pratica:
  • l’assegno può essere intestato al venditore e consegnato al procuratore (soluzione spesso preferita); oppure
  • il pagamento può essere disposto con bonifico preferibilmente su un conto intestato al venditore, secondo quanto indicato in atto; se si prevede un diverso canale di incasso, deve risultare in modo chiaro e puntuale (modalità, tracciabilità, rendicontazione).

Consiglio operativo (anti-contestazioni): anche quando il procuratore è autorizzato all’incasso, molti preferiscono comunque che il pagamento sia intestato/accreditato al venditore, con il procuratore che si limita a riceverlo e consegnarlo, oppure ricorrere al deposito prezzo dal notaio se una delle parti lo richiede.

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Quanto costa una procura speciale notarile (per incassare le somme)?

Il costo non è fisso: dipende da notaio, complessità, urgenza, numero di poteri conferiti (ad es. vendita + incasso + quietanza + eventuale deposito/gestione documenti), e dalle spese vive.

In genere la spesa è composta da:

  • onorario notarile (variabile);
  • imposta di bollo / diritti e spese amministrative (a seconda del formato e degli adempimenti);
  • eventuali copie autentiche aggiuntive.

Indicativamente, per una procura speciale (anche con incasso) i preventivi spesso rientrano in una fascia nell’ordine di poche centinaia di euro, ma è sempre corretto chiedere preventivo scritto perché la variabilità tra studi è reale.

Approfondisci leggendo l'articolo sui costi della procura a vendere dal notaio.

Come si fa una procura speciale senza notaio?

Per la vendita di un immobile non basta una semplice scrittura privata “fatta in casa” non autenticata.

In concreto, “senza notaio” può voler dire solo questo:

  • puoi predisporre tu il testo (bozza) come scrittura privata, ma la firma del venditore deve essere autenticata da un pubblico ufficiale abilitato;
  • oppure puoi rivolgerti a un notaio che rediga direttamente l’atto come atto pubblico.

Poiché la compravendita immobiliare richiede forma scritta “qualificata”, anche la procura deve rispettare la stessa forma richiesta per l’atto che il procuratore andrà a firmare: quindi atto pubblico o scrittura privata autenticata. Nella pratica, la via più lineare resta il notaio (in Italia o, se il venditore è all’estero, tramite autorità consolare/canali idonei).

Procura speciale a vendere immobile chi incassa

Come funziona la procura speciale notarile a distanza e qual è il suo costo

Quando il venditore (o il procuratore) non può presentarsi fisicamente nello studio “dove si fa la vendita”, la soluzione più comune è non “vendere online”, ma gestire la procura e le copie in modo digitale o a distanza.

Nella pratica, i casi tipici sono:

  • Procura rilasciata davanti a un notaio “vicino” al venditore, poi inviata (anche come copia conforme) al notaio che roga la compravendita.
  • Procura digitale/informatica: il notaio può formare o autenticare una procura in formato informatico e trasmetterne copia conforme rapidamente, quando il circuito documentale lo consente.

Sul costo, vale la stessa logica della procura “tradizionale”: cambia in base a onorario, urgenza, numero copie e modalità. In più, a distanza possono incidere:

  • maggior numero di copie conformi;
  • eventuali adempimenti tecnici (firma digitale, gestione del documento informatico) quando necessari.

Quali sono i rischi per il procuratore che ha una procura speciale a vendere un immobile?

Avere una procura speciale “forte” (soprattutto con incasso) comporta responsabilità concrete. I principali rischi per il procuratore sono:

  • Eccesso di poteri o procura insufficiente: se firma patti non autorizzati (prezzo minimo non rispettato, clausole non previste, ecc.) o agisce oltre i limiti, può esporsi a responsabilità verso l’acquirente e/o il rappresentato.
  • Responsabilità per “rappresentanza senza potere”: se la procura è invalida, scaduta, revocata o non idonea nella forma, chi ha contrattato come rappresentante può dover risarcire i danni al terzo che ha confidato senza colpa.
  • Obbligo di diligenza e rendiconto verso il venditore: il procuratore deve attenersi alle istruzioni, agire nell’interesse del rappresentato e documentare l’operato (ancor più se maneggia denaro).
  • Gestione del denaro (rischio civile e penale): se incassa somme e non le trasferisce correttamente, o le confonde con le proprie, può esporsi a contestazioni molto serie (oltre a richieste di restituzione e risarcimento).
  • Conflitti di interesse: situazioni “borderline” (vendita a parenti/amici, prezzo particolarmente basso, accordi collaterali) possono generare contestazioni e richieste di annullamento/risarcimento, oltre a problemi reputazionali.

Best practice: procura dettagliata (prezzo minimo, modalità pagamento, IBAN, tempi di consegna, obbligo di rendiconto) e, se serve, deposito prezzo dal notaio per ridurre tensioni e rischi.

Fonti

  • Rappresentanza e procura (fondamento e definizione), Codice Civile – art. 1387 Gazzetta Ufficiale
  • Forma della procura (stessa forma dell’atto da concludere), Codice Civile – art. 1392 Brocardi
  • Rappresentanza senza potere e responsabilità, Codice Civile – art. 1398 Brocardi
  • Tutela del pagamento in compravendita (deposito prezzo dal notaio), approfondimento pratico Consiglio Nazionale del Notariato

FAQ

Cosa significa fare una procura a una persona per la vendita di un immobile? 

Fare una procura a una persona per la vendita di un immobile significa autorizzarla legalmente a gestire e concludere la vendita per conto del proprietario.

Come fare una procura senza andare dal notaio? 

La procura può essere redatta con una scrittura privata, senza la presenza di un notaio. Tuttavia, tale scrittura privata dovrà comunque essere autenticata da un pubblico ufficiale.

Si può fare una procura in comune per vendere un immobile? 

Di regola no: per una procura a vendere un immobile (atto negoziale tra privati) serve un pubblico ufficiale abilitato, normalmente il notaio, tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata. In Comune, l’autentica è in genere limitata ad atti/dichiarazioni previsti dalla legge e non sostituisce l’autentica notarile per una procura immobiliare; eventuali eccezioni riguardano casi in cui l’ente pubblico è parte o vi sia un interesse dell’ente, non le procure “tra privati”.

Procura e delega alla vendita di un immobile sono la stessa cosa? 

Non proprio. Nel linguaggio comune “delega” e “procura” vengono spesso usate come sinonimi, ma giuridicamente la procura è l’atto con cui si conferisce a qualcuno il potere di rappresentanza (agire in nome e per conto del proprietario). Una “delega” può essere anche solo un incarico operativo (mandato) senza potere di firmare o concludere atti verso terzi.

Jessica Maggi
Copywriter freelance con esperienza ultradecennale sia sul web che sulla carta stampata, con focus specifico nel settore immobiliare, fiscale, tributario e delle costruzioni. Laureata all’Università degli Studi di Milano, scrive sia in italiano che in inglese.
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